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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Trento, detenuti chiedono indennizzo per condizioni di vita indecenti

TRENTO. Centocinquantasei detenuti nel carcere di via Pilati hanno presentato una denuncia ed una richiesta di indennizzo a causa "di condizioni di vita all'interno della struttura che non possono essere definite accettabili". Secondo i reclusi, "i termini minimi di vivibilita' non sono rispettati". L'azione legale e' stata affidata all'"Associazione diritti dei detenuti", di Roma. Tramite la denuncia verranno chiesti i "danni", in relazione anche alla recente sentenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo, a Strasburgo che recentemente ha condannato l'Italia a risarcire un carcerato bosniaco per 1.000 euro a causa dello spazio angusto in cui e' stato costretto a vivere i suoi giorni di carcerazione. Secondo il "Comitato per la prevenzione della tortura" lo spazio per persona deve essere di almeno 7 metri quadri, nelle celle delle carceri; per tale motivo i detenuti a Trento contestano la fruizione obbligata di "3,1 metri a testa, calcolati in eccesso". Il gruppo dei 156 carcerati lamentano anche la scarsa sicurezza: secondo la denuncia vi sarebbe "un solo estintore per ogni braccio, strumento antincendio che dovrebbe servire a salvare quasi 60 persone". I reclusi segnalano preoccupati infine, in qualche cella, la "presenza della terza branda che non e' a norma".
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