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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Tentativo di truffa informatica a Mps a Palermo

L'accesso abusivo on line stoppato dal firewall. 27 arresti in tutta Italia.

PALERMO. I Carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo hanno scoperto “un’agenzia per truffe internazionali a istituti bancari e finanziarie. Ad organizzare i raggiri avvocati, commercialisti e imprenditori, finiti in cella stamane”. 27 gli arresti in corso su tutto il territorio nazionale chiesti dalla Direzione Distrettuale Antimafia. “Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di «associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, anche ai danni di noti istituti di credito e numerose società finanziarie, e la pubblica fede, nonché di riciclaggio degli illeciti profitti». Nel corso dell’operazione, denominata «Cala s.p.a.», sono stati sequestrati beni per un valore di circa 10 milioni di euro. Tra gli indagati dell’operazione Cala Spa ci sono anche avvocati, commercialisti e imprenditori che facevano capo a otto società. Tra i destinatari del provvedimento anche un ex agente della polizia di Stato, che sarebbe accusato di aver violato il sistema informatico del ministero dell’Interno. Sono state arrestate anche tre persone ritenute contigue a Cosa nostra”, scrive il Corriere del Mezzoggiorno.

Una delle truffe scoperte sarebbe stata tentata anche nei riguardi della banca Monte dei Paschi. “L’associazione voleva aggredire e sottrarre 40 milioni dai fondi del Monte Paschi di Siena attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico. Un tentativo non andato a buon fine grazie ai firewall dell’istituto bancario”. Lo ha detto il capo della Procura diPalermo durante la conferenza stampa dell’operazione “Cala spa”. “In particolare i crackers sono coloro che erano in grado di forzare i sistemi più sofisticati. Non dei semplici hackers, insomma. Il Monte dei Paschi ha collaborato con tempestività e grazie a questo è stato possibile non fare allarmare i truffatori, che hanno continuato ad agire senza accorgersi di nulla”.

All’organizzazione è contestato il tentativo di sottrazione di ingenti somme di denaro attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico e telematico del Gruppo Monte dei Paschi, dopo il furto da una filiale Mps di Palermo di documentazione cartacea ed informatica; il tentativo di riciclaggio di ingenti somme in valuta estera; il tentativo di truffa attraverso la realizzazione di false polizze fideiussorie, previo furto da una filiale Mps di Palermo della relativa documentazione e modulistica; le truffe ai danni di società finanziarie e dell’Inps, attraverso fittizie cessioni del quinto dello stipendio e indebite riscossioni di indennità di disoccupazione; la rapina di quasi due miliardi di lire consumata il 2 maggio 1995 a Messina, ai danni di una filiale del Monte.

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