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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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MPS: Profumo contestato a Mantova

Il presidente poi ammonisce la politica

MANTOVA. Giornata movimentata per Alessandro Profumo. Un drappello di una cinquantina di dipendenti della Banca Monte dei Paschi, come aveva promesso ieri, si è riunito fuori dal teatro Bibiena, in attesa del presidente che veniva a partecipare a un dibattito sullo sviluppo della città. Fischi e striscioni di protesta lo hanno accolto; le cronache riferiscono che “un sindacalista della Fabi gli ha urlato in faccia ‘Maiale, maiale’, mentre un gruppo di studenti, a sostegno dei dipendenti, si è fatto sentire a suon di megafoni”. La polizia è riuscita tuttavia a contenere i manifestanti.
La possibilità che il piano di ristrutturazione della banca porti all’esternalizzazione di circa 400 dipendenti del locale back office, assieme ad altri 1960 colleghi distribuiti a Siena e nelle altre città dove esiste un polo back office MPS, è una condizione di disperazione umana e professionale molto sentita nel territorio mantovano, che ha dato al gruppo bancario senese un valido istituto come era stata la Banca Agricola Mantovana. Rispondendo a una domanda, all’interno del teatro, Profumo ha spiegato che, secondo la sua opinione “Queste persone se rimesse nel perimetro bancario sarebbero considerate esuberi. I sindacati, invece, per motivi politici non vogliono aprire questo fronte; vorrebbero spalmare i risparmi su tutti i dipendenti, ma questo è ingiusto”.
Più tardi il sindaco di Mantova Nicola Sodano ha consegnato poi a Profumo un appello di tutte le forze politiche del consiglio comunale (ad esclusione di Api e lista civica Patto), per rinunciare alle esternalizzazioni. Caustico il commento del presidente: “Più la politica si avvicina a queste vicenda – ha ammonito – più rischia di bruciarsi le mani”. Curioso che lo dica proprio il nominato dalla politica…

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