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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mps: Mussari rischia un altro processo a Salerno

E' accusato con due direttori di filiale di usura bancaria

SALERNO. Secondo il Corriere del Mezzaogiorno.it Giuseppe Mussari, ex-presidente del Monte dei Paschi, “rischia un altro processo a Salerno per usura bancaria. Oltre all’inchiesta in cui risulta indagato, assieme ad altre 19 persone, è coinvolto in un procedimento che vede sotto accusa anche Nicolino Romito, ex vicedirettore generale del Mps, e Gerardo Pennella e Filippo Gianvito, rispettivamente direttori della filiale di Salerno di Mps dal 2007 al 2009 e dal 2009 al 2013. Tutti e quattro hanno ricevuto dal sostituto procuratore Vittorio Santoro un avviso di conclusione delle indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

Secondo l’accusa, Mussari e Pennella «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso ed abusando delle relazioni di ufficio intrattenute con la società Me.Mo srl, in ordine al conto corrente n.62056.59 si facevano dare interessi e vantaggi usurari» dal 13,878% al 14,488% superiori al tasso soglia di cui alla legge n.108/1996. Inoltre, in concorso con i due direttori della filiale salernitana, e sempre sul medesimo conto della Me.Mo.srl, «in corrispettivo dell’aumento del fido da 50 mila euro a 300 mila, si facevano sottoscrivere la polizza assicurativa pro pensione Top relativa all’investimento di 100 mila euro che fino al 25 novembre 2012 fruttava un rendimento positivo pari a 11.802,24 euro; nello stesso arco temporale si facevano corrispondere quali interessi passivi sulla somma effettivamente messa a disposizione della società (pari a 200 mila euro) la somma di 48.288,23 euro e, a titolo di commistioni di massimo scoperto/corrispettivo su accordato, la somma di 10.250 euro per un totale di 58.538,23 euro» con l’applicazione di tassi di interesse tra il 14,491% e il 16,676% superiori al tasso soglia. Tasso di interesse usuraio del 10,283% anche su un finanziamento di 300 mila euro. Mussari è indagato con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta nella vicenda del crac del pastificio Amato”.

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