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Mps: Adusbef chiede le dimissioni di Viola e Profumo

"Al Paese servono dignità e senso dello stato per uscire dalla crisi"

ROMA. Dagli stress test su 130 banche europee (che hanno bocciato sonoramente anche la Banca d’Italia ed i comportamenti suicidi della vigilanza sulle banche socie),  emerge che Mps, la banca gestita da Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, sia la  più carente di capitale, che tenta con il mandato a Citigroup e Ubs, di rabberciare la situazione  patrimoniale con una richiesta di  “consulenza sulle sue opzioni dopo essere stata approcciata per essere acquisita” -come  scrive il Financial Times, che apre l’edizione di oggi sull’Italia “sotto pressione” dopo i risultati degli stress test Bce, con un attacco alla Banca d’Italia, che avrebbe “cercato di minimizzare il colpo per Mps dicendo che se il rimborso degli aiuti di Stato del piano di ristrutturazione Ue non fosse stato incluso, la carenza di capitale sarebbe stata molto più bassa”.

Adusbef, pur non volendo infierire in un giorno tragico per azionisti, risparmiatori, lavoratori, utenti bancari e sistema Paese, sulla gestione di Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, che avevano promesso di portare la banca verso approdi più sicuri, dopo le severe pagelle uscite dai test della Bce, che hanno evidenziato  Montepaschi  come una delle banche più problematiche d’Europa, con la richiesta di 2,1 miliardi di euro per ristorare ed integrare la  carenza di capitale, ritiene che un minimo di autocritica imporrebbe le immediate, irrevocabili dimissioni di quei due signori, non in grado di gestire, tra le urgenti opzioni, né la fusione e neppure la vendita della banca.

Adusbef si aspetta che Profumo e Viola, in un sussulto di dignità, ricorrano a quell’antico istituto delle dimissioni irrevocabili, riscattando così le colossali menzogne secondo cui Bankitalia sia stata tenuta all’oscuro delle operazioni “struttura BTP 2034 e nota Alexandria”, smentita dalle ispezioni della Vigilanza di Bankitalia iniziate l’11 maggio e concluse il 6 agosto 2010 (firmata da Vincenzo Cantarella, Biagio De Varti, Giordano Di Veglia, Angelo Rivieccio, Federico Pierobon, Omar Qaram), ma soprattutto dalle successive ispezioni del 2011,dove gli ispettori della Banca d’Italia esaminarono i numeri di Banca Mps, nel quale dedussero esplicitamente il collegamento tra l’operazione di ristrutturazione Alexandria e i repo sui BTp condotti con la controparte Nomura, oltre che dal rapporto che la Banca d’Italia fornisce alla Consob nel mese di aprile 2012, quindi 5 mesi prima del supposto ritrovamento del Mandate il documento che legava esplicitamente le due operazioni in una oscura cassaforte nella stanza di Viola; il Profumo per aver fallito su tutta la linea, la promessa di risanare il Monte dei Paschi di Siena.

Elio Lannutti (Adusbef)

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