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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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"Micro-credito": 1400 piccole imprese rispondono al progetto della Regione

Vivoli (Confesercenti): "Rapidità e criteri elastici per le immediate esigenze delle piccole imprese"

FIRENZE. 1400 piccole imprese toscane hanno risposo al progetto lanciato dalla Regione, presentando la richiesta di accesso alla misura di ‘micro-credito’ per un importo complessivo pari ad € 16.760.911. I piccoli prestiti d’emergenza sono previsti da un atto della Regione Toscana e si tratta di prestiti a tasso zero da 5 a 15mila euro da restituire in 36/60 rate mensili a partire dal 13° mese dell’erogazione.  Il budget stanziato è di 5 milioni di euro. Le imprese del commercio e del turismo hanno assorbito complessivamente € 8.297.203 (49,50% del totale) per un numero di richieste pari a 683 posizioni (48,78% del totale). Le strutture della Confesercenti Toscana ne hanno presentate in totale  ben 313  pari al 22,35% del totale. L’importo medio per pratica è pari ad € 11.972. “Dopo la grande manifestazione di Roma di micro, piccole e medie imprese  – ha detto Massimo Vivoli, presidente Confesercenti –  e dopo il tempestivo incontro svoltosi a Firenze con il presidente Enrico Rossi, le associazioni e la presidenza della Regione hanno  convenuto sull’esigenza di accelerare alcuni interventi. La positiva convergenza tra Regione e minori imprese è un fatto importante. Particolare rilievo assumono  la questione  di rifinanziare il micro-credito, la semplificazione burocratica e la data di riapertura delle scuole (dopo la pausa estiva),  anche per allungare la stagione turistica nelle prime settimane di Settembre.  L’analisi posta fin dall’inizio da Confesercenti ed al centro degli  ‘Stati Generali del Commercio Turismo e  Servizi’,  viene oggi confermata.  Il budget relativo alle misure pubbliche regionali volte a sostenere interventi rapidi a ‘zero interessi’ sarà considerevolmente ampliato. Ora i tempi stringono – conclude infine Massimo Vivoli – e le procedure di ammissione e di liquidazione  non possono prescindere da previsioni normative più snelle ed  ‘elastiche’ negli utilizzi/finalità dei fondi destinati a questo scopo”.

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