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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Le banche investono nella green economy

20 miliardi alle energie rinnovabili

ROMA – Le energie rinnovabili sono un “motore di crescita” e i decreti per l’incentivazione del governo vanno “nella giusta direzione”. Comunque le banche italiane sono “fiduciose sui nuovi strumenti per la filiera industriale” e tirando le somme hanno emesso “nell’ultimo quadriennio finanziamenti per 20 miliardi”. Certo, sara’ utile avere “una durata certa degli incentivi”. Questi i punti principali emersi nella seconda edizione del Forum Abi ‘Green Energy 2012: nuova energia alle energie rinnovabili’, oggi a Roma. “La green economy e’ un comparto su cui e’ necessario puntare per far ripartire la crescita nel nostro Paese- segnala Abi- infatti, durante la crisi, il settore che ha realizzato maggiori investimenti sul territorio e’ stato proprio quello delle energie rinnovabili, andando in controtendenza sull’andamento generale della congiuntura economica”.

Il settore bancario “guarda con particolare interesse allo sviluppo della green economy in generale e alle opportunita’ che si aprono sul fronte del finanziamento delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica”. Sulla base dei risultati di una recente indagine condotta dall”Osservatorio rinnovabili’ – organismo dell’Abi a cui partecipano le principali banche italiane ed estere operanti in Italia – si stima che “nel periodo 2007-2011 le banche hanno assunto impegni di finanziamento in tale comparto per oltre 20 miliardi di euro”.

Certo, e’ un bilancio con luci e ombre. “Abbiamo installato troppi pannelli e invece si sarebbe potuto investire su ricerca e svilupo”, segnala Giuseppe Mussari, presidente Abi, nel suo intervento. La strada dovrebbe essere quella di “coniugare risparmio energetico e sviluppo”, aggiunge Mussari, con un intervento sulle “strutture immobili- aggiunge- sia con interventi per l’efficienza energetica che di preparazione antismica”. Tornando sul punto degli incentivi, pero’, dice il presidente Abi, c’e’ la necessita’ di “una durata certa degli incentivi”, per la remunerazione del capitale investito e del debito acceso con la banca.

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