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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Istat e il carrello della spesa 2012

L'aumento del costo della vita rallentato nell'ultimo trimestre

ROMA. Numeri alla mano, l’Istat ha rilevato che il tasso medio dell’inflazione nel 2012 è stato pari al 3%, il dato più elevato dal 2008: ovvero tutto costa sempre più. 2011? Tasso del 2,8%. Perciò il carrello della spesa del 2012, cioè l’elenco dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (cibo, carburanti, ecc.), ha sostenuto un rincaro del 4,3%: un rialzo superiore a quanto segnato nel 2011 (3,5%). La causa principale è sicuramente da ritrovare nel costi sempre più esorbitanti dei prodotti energetici (benzina, gas, elettricità) quelli più tassati dallo Stato. Stato che si rivela la fonte principale dell’inflazione, come il cane che si morde la coda. Le conseguenze negative si vedono proprio nei settori dominati dall’energia. I trasporti sono aprtiti con rincari del 7,6% nel primo trimestre per poi attenuare i ritmi di crescita (+5,4% nel quarto trimestre 2012). Acqua, elettricità e combustibili per uso abitativo, hanno scontato la dinamica tendenziale dei prezzi in relazione all’andamento dei prezzi delle materie prime energetiche: così i prezzi sono cresciuti a un ritmo superiore al 7,0% per tre quarti dell’anno, salvo registrare un rallentamento nell’ultimo trimestre (+6,5%). Forti aumenti per Bevande alcoliche e tabacchi (+5,9% nella media del 2012, dal 3,5% del 2011). Minore invece è stato l’impatto negativo dei “prodotti della Ricreazione”, spettacoli e cultura, i cui prezzi sono cresciuti nel 2012 dello 0,4% (+0,3% nel 2011) e dei Servizi sanitari e spese per la  salute, a prezzi  invariati in media d’anno (erano aumentati dello 0,5% nel 2011). Solo i prezzi che riguardano il settore delle comunicazioni hanno avuto una contrazione dell’1,5%, migliorando la tendenza emersa nel 2011 (quando si era registrata una flessione dell’1,2%).

Il rallentamento nella crescita del costo del carrello della spesa fa ben sperare per il 2013. Il dato di dicembre parla di un rincaro del 3,1%, un tasso di crescita che si mantiene superiore al tasso d’inflazione tendenziale (2,3%), ma che risulta in deciso rallentamento in confronto con il 3,5% di novembre. LA nota positiva viene stavolta dai carburanti, che nell’ultimo mese dell’anno hanno registrato un calo: la benzina scende dell’1,1% e il gasolio per mezzi di trasporto dello 0,6%. Su base annua il rincaro della verde frena all’8,0% (dall’11,3% di novembre), al minimo da novembre 2010, e quello del gasolio al 7,1%, il rialzo più basso da dicembre 2009 (dal 13,9% di novembre). Rispetto a un anno fa, i maggiori tassi di crescita si registrano per i capitoli ‘abitazione, acqua, elettricita’ e combustibilì (+6,4%), ‘trasporti’ (+4,6%) e istruzione’ (+3,0%). I prezzi di ‘comunicazioni’ (-0,9%), ‘ricreazione, spettacoli e cultura’ (-0,2%) e ‘servizi sanitari e spese per la salute’ (-0,1%) risultano invece in flessione. A livello territoriale l’Istat rileva tendenze al rallentamento o alla stabilizzazione della crescita annua dei prezzi per oltre la metà delle città capoluogo di regione. Nel dettaglio della classifica dei capoluoghi di regione, Reggio Calabria (+4,0%), Genova (+3,5%), Potenza e Trento (per entrambe +2,9%) sono le città in cui i prezzi registrano gli aumenti più elevati rispetto a dicembre 2011. Le variazioni più moderate, invece, riguardano Firenze (+1,7%), Aosta e Campobasso (per entrambe +1,8%). Guardando alle singole voci, tra gli alimentari fanno segnare rialzi su base annua i vegetali freschi(+5,9%) e la frutta fresca (+6,6%). Fattori stagionali hanno spinto anche il rincaro del trasporto aereo passeggeri (+25,9%). Quanto ai servizi relativi all’abitazione, l’Istat segnala l’aumento dei prezzi della raccolta rifiuti (+4,8%).

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