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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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FMI su MPS: "Le autorità seguano il piano"

Pronti all'intervento se il piano presentato fallisce

ROMA. Il Fondo monetario internazionale chiede che le autorità seguano attentamente il piano di ristrutturazione con cui il Monte Paschi di Siena cercherà di ripagare gli oltre 4 miliardi di aiuti pubblici e che siano pronte ad agire se la banca senese non raggiunge i suoi target. Nel documento conclusivo illustrato oggi al Tesoro, al termine della missione in Italia per l’Article IV, il Fmi suggerisce anche, come da tempo chiesto dall’Abi, di accelerare la deducibilità fiscale delle perdite su crediti delle banche e dà atto al sistema bancario dei progressi compiuti sul rafforzamento patrimoniale in vista di Basilea III. “Le autorità dovrebbero monitorare da vicino l’implementazione del piano di ristrutturazione della Banca Mps ed essere preparate ad agire speditamente se la banca fallisce il raggiungimento dei suoi obbiettivi”, scrive il Fondo nel paragrafo dedicato al settore bancario.

Mps ha ottenuto dal Tesoro un prestito oneroso di oltre 4 miliardi di euro e ha presentato a Bruxelles un piano di ristrutturazione – che la Ue deve approvare per concedere l’aiuto pubblico – con cui punta a recuperare redditività e dove spiega come intende ripagare il prestito pubblico servito a rafforzare il patrimonio a fronte dell’elevata esposizione in titoli pubblici, dopo le richieste dell’Autorità bancaria europa. La Commissione Ue ha ricevuto il piano che prevede anche un aumento di capitale da riservare a un nuovo socio, finora autorizzato fino a massimo un miliardo. Il sostegno pubblico prevede che il Tesoro riceverà azioni in pagamento degli interessi, se la banca non ha capienza dagli utili prodotti negli esercizi.

L’Fmi esorta ad accelerare le politiche di pulizia dei bilanci bancari dalle sofferenze per sostenere il ritorno al credito e anche in vista dei prossimi stress test e revisione della qualità degli attivi di Bce/Eba. Il Fondo ricorda come la recessione abbia eroso la redditività delle banche con un rapporto delle sofferenze sugli impieghi che è quasi triplicato dal 2007, con coperture in calo. Rafforzare gli accantonamenti e le svalutazioni dei crediti deteriorati, come indicato da Banca d’Italia al termine della ispezione su 20 banche grandi e medie lo scorso autunno, secondo il Fmi è la strada da seguire, suggerendo che le ispezioni si allarghino al resto del portafoglio crediti e anche alel banche minori, per rafforzare ulteriormente gli accantonamenti.

Tra le misure suggerite c’è anche quella di aumentare la deducibilità fiscale delle perdite su crediti, che oggi – per le sole banche italiane – sono spalmate su 18 esercizi e che da tempo l’Abi chiede che possano essere dedotte in un solo anno fiscale. “Consentire una piena deducibilità degli accantonamenti sulle nuove perdite su crediti e, per quanto consentono i margini di bilancio, accelerare la deducibilità di quelli vecchi, incoraggerebbe maggiori pulizie di bilancio e quindi faciliterebbe il credito”, scrivono.

Sul tema, nella conferenza stampa è intervenuto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni con una cauta apertura. “Questa è una questione che considereremo in modo molto cauto nei prossimi mesi”, ha detto il ministro. (Fonte Reuters)

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