Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Adusbef: "Il Def? Tanto fumo e poco arrosto"

Smentiti i tagli alla spesa pubblica

ROMA. Nelle 150 pagine del documento di economia e finanza (Def) e relative tabelle allegate nella bozza del Piano nazionale delle riforme (PNR), non si intravede quel sostanzioso taglio alla spesa pubblica, come propagandato ai quattro venti dal premier Matteo Renzi. Al contrario  a fronte di un +0,8% del Pil nel 2014 e di una previsione di crescita dell’economia di un +1,3%  nel 2015 e + 1,6% nel 2016 (stima gonfiata di un + 0,6% rispetto all’1% del precedente governo, è prevista una crescita della spesa pubblica dagli 802,6 miliardi di euro nel 2014, ad 811,2 miliardi nel 2015; 822 nel 2016; 832 nel 2017, per arrivare passare a 845,5 miliardi di euro nel 2018 (tabelle regola spesa, vedi sotto): come si conciliano questi dati con la revisione della spesa pubblica (spending review), che apposta nel Def  6 miliardi di risparmi nel 2014 (dei quali 4,5 miliardi nel secondo semestre), circa  17 miliardi nel 2015, ben 32 miliardi di euro nel 2016?

Il rapporto deficit-Pil che dovrebbe attestarsi al 2,6% quest’anno, in diminuzione dal 3% nel 2013, dovrebbe scendere al 2% nel 2015, per calare all’1,5% ne nel 2016;  la disoccupazione prevista quest’anno al 12,8% (dal 12,2% del 2013), dovrebbe scendere al 12,5% nel 2015, ed all’11,6% nel 2017, mentre il debito pubblico salirà quest’anno al 134,9% del Pil, per ridursi al 133,3% nel 2015, a 129,8% nel 2016, al 125,1% nel 2017, a 120,5% nel 2018. Si conciliano queste dati previsionali con la spesa per interessi che passerà (nonostante la forte riduzione degli spread) da  82 miliardi nel 2014 e 2015 ad 85 miliardi nel triennio 2016/2018 ? La bozza del Pnr allegato al Def prevede 12 miliardi di euro nel 2014 di proventi delle privatizzazioni, mentre nel 2015, 2016 e 2017 sono previsti ricavi  di  10-12 miliardi di euro annui, (0,7 del Pil). A meno che non si svendano a prezzi di saldo le aziende di Stato, è credibile una manovra che apposta 12 miliardi di euro di privatizzazioni nel 2014 ?

Bene l’aumento al 26% dell’aliquota fiscale sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia, ma in assenza di un blocco triennale delle tariffe bancarie i maggiori oneri saranno addossati ai correntisti, con un costo pro-capite di 35 euro, aggravando così gli alti costi di gestione dei conti correnti, pari in Italia a 371 euro, contro una media europea di 114 euro.

Elio Lannutti (presidente Adusbef)

APPLICAZIONE DELLA REGOLA DI SPESA (1)

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

 

milioni di euro

1.Totale spesa

787.176

794.509

792.200

802.639

811.352

822.243

832.076

845.599

2.Maggiori spese a politica invariata

0

0

0

1.350

7.077

9.834

11.478

13.495

3.Spese finanziate da UE

3.508

4.499

4.630

4.300

5.000

5.500

4.500

4.300

4. Componente ciclica dei sussidi di disoccupazione

551

1.336

2.263

1.978

1.390

817

264

-294

5.Interessi

78.397

86.474

82.043

82.550

82.096

85.339

85.379

85.502

6.Investimenti fissi lordi

31.907

29.979

27.132

25.730

24.835

24.453

24.857

25.019

7.Investimenti fissi lordi – media sugli ultimi 4 anni

34.691

33.380

30.578

28.687

26.919

25.538

24.969

24.791

8.Step 1: Aggregato di spesa di riferimento (1+2-3-4-5-6+7)

707.505

705.600

706.711

718.118

732.027

741.505

753.523

769.358

9.Variazioni entrate discrezionali e contributi sociali

4.365

15.643

4.303

5.451

-2.037

1.611

2.284

-353

10.Step 2: Aggregato di spesa di riferimento (8-9)

703.140

689.958

702.408

712.667

734.064

739.894

751.239

769.711

11.Step 3: Tasso di crescita dell’aggregato di spesa in termini nominali

-1,30

-2,48

-0,45

0,84

2,22

1,07

1,31

2,15

12. Step 4: Tasso di crescita dell’aggregato di spesa in termini reali

-3,20

-4,38

-2,35

-0,64

0,74

-0,41

-0,15

0,69

13. Benchmark
(limite massimo alla crescita dell’aggregato di spesa)

-0,81

-0,81

-0,81

-1,07

-1,07

-1,07

0,0

0,0

1) L’aggregato di spesa di riferimento è coerente con i valori presentati nel conto della P.A (tavola III.2), sottraendo al totale delle spese a politiche invariate l’ammontare della spesa per interessi, delle spese finanziate con fondi UE, la componente ciclica delle indennità di disoccupazione e considerando la spesa media per investimenti (calcolata sull’anno in corso e i precedenti tre anni). Sono inoltre sottratte le misure discrezionali sulle entrate e i contributi sociali (tavola III.3). Il tasso di crescita della spesa di riferimento è stato deflazionato per mezzo dei tassi forniti dalla Commissione negli anni 2011-2015, mentre negli anni successivi è stato utilizzato il tasso di crescita del deflatore del PIL esposto nella tavola II.2b.

                                                              

[banner_mobile]