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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Scuola, la replica di Sinistra, Ecologia e Libertà al PdL

SIENA. "Le dichiarazioni del PDL sulla scuola pubblica di stamane lasciano esterefatti". Così esordisce Alessandro Cannamela, portavoce provinciale di Sinistra Ecologia Libertà di Siena. "La situazione drammatica che vive la scuola italiana non può essere negata da uno spot governativo estemporaneo e che ha il senso dell’assurdo. Hanno parlato forse con i precari della scuola, immersi nella lotteria dell’assegnazione delle cattedre? O con i genitori del Liceo Volta e dello scientifico Galilei di Siena, preoccupati per il futuro delle classi dei loro figli? O forse hanno parlato con gli studenti, sempre in balia di tagli che costringono a riduzioni di organico, accorpamenti di sezioni, innaturali commistioni didattiche? Mi domando dove sono stati in questi anni di ministero Gelmini gli esponenti del PDL che difendono il governo: forse sulla luna? Hanno letto le statistiche, i numeri veri, che parlano del 76% in meno di assunzioni di precari da parte di questo governo rispetto ai precedenti? Hanno letto i numeri che parlano di una carneficina sociale consumata sulle spalle dei precari ed ai danni delle giovani generazioni?"

"La scuola pubblica – continua Cannamela – è massacrata quotidiniamente da un governo che non ha cuore il futuro di questo paese: dov’è quell’incentivo alla qualità di cui la scuola aveva bisogno? Sta forse nelle classi composte da 35 studenti? O nel maestro unico? Quello che sta portando avanti il governo per la scuola pubblica è un paradosso temporale, riportandola indietro al medioevo. Alla Scuola Bosina, scuola privata fondata nel 1998 dalla moglie di Umberto Bossi, leader leghista, non a caso il numero massimo degli studenti è stabilito a 15: è evidente che anche loro hanno capito che una scuola di qualità è necessariamente legata anche ad un numero di studenti limitato, necessario per seguirne l’apprendimento e la formazione".

"Quindi è chiaro il modello che il governo ha in mente: dequalificare il pubblico per aprire le porte al privato, in una logica redistributiva al contrario – scrive ancora l'esponente di sinistra – chi ha di più potrà permettersi una scuola migliore per i propri figli, che diveranno classe dirigente di domani; chi ha di meno si godrà il sovraffollamento degli istituti pubblici. Dunque, per finire, dico al governo ed ai suoi locali rappresentanti, che se non bastano loro le vite di centinaia di persone (solo in provincia di Siena), sospese nel vuoto della precarietà, in attesa di una risposta che probabilmente sarà negativa, pensino almeno che nel mondo della competizione globale dequalificare la scuola equivale a distruggere il futuro dei ragazzi e delle ragazze di questo paese. Chiedo cosa c’è di innovativo in tutto questo. E non io, ma il futuro del nostro paese e del nostro territorio esigono una risposta".

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