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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Pista ciclabile dell’Amiata: distrutta ancor prima di cominciare ad usarla

AMIATA. Una semplice gita in montagna, un viaggio per altri fini non certo quelli di cercare come criticare chi governa in provincia di Siena, eppure come a farlo di proposito ti imbatti in una cosa che riesce a farti perdere la serenità della giornata: la pista ciclabile nel tratto di strada che collega Abbadia S.Salvadore con Piancastagnaio. Costo di questa ciclabile: primo lotto € 786.000, secondo lotto € 586.026. certamente cosa utile alla collettività, infatti già ci immaginiamo tutti i ciclisti italiani, che correranno per trovare gli adeguati spazi al fine di poter percorrere questa pista, così come ci immaginiamo alberghi e ristoranti con il tutto esaurito, proprio grazie a questa opera.

Purtroppo però l’immaginazione resta ferma come tale, la pista non è utilizzabile, è franata in maniera devastante in alcuni tratti, per il resto è ricca di buche e di avvallamenti, che di certo non la renderanno appetibile ai ciclisti di tutta Italia. Allora a che serve e soprattutto a chi serve, al momento attuale assolutamente a nessuno, e nessuno l’ha mai potuta utilizzare, perché appena fatta si è immediatamente rovinata.

Va bene, questa volta visto che non è possibile colpevolizzare il governo nazionale, vi concediamo di andare oltre e criticare chi ha creato gli agenti atmosferici che hanno provocato i colpevoli smottamenti, ma ora? si, ora cosa pensate di fare? forse chiedere i soldi al governo nazionale e criticarlo se non ve li concede, magari ribadendo nuovamente il concetto che ne avete diritto in quanto siete comunità montana?

No cari signori i soldi sono diventati più difficili da ottenere, non è questo il momento del superfluo, e se ci sono persone che ritengono la scelta della pista ciclabile l’ultima delle cose da mettere in cantiere, ancora di più sono le persone che chiedono di spendere i soldi con maggiore oculatezza, ad esempio facendo i rilievi sul terreno in maniera adeguata e professionale, o forse scegliendo ditte capaci di operare in maniera altrettanto corretta e professionale; è fuori dubbio che di queste cose non ne è accaduta neppure una, eppure la pista è fatta e già ci immaginiamo che saranno spesi altri soldi per metterla in grado di essere adoperata.

Bravi, avete fornito una spiegazione, e così tutti coloro che si domandavano dove fossero finiti i circa duemila miliardi delle vecchie lire della fondazione MPS, e che nessuno riusciva a vedere, ma che in questi ultimi dieci anni sono stati adoperati senza sapere dove sono stati spesi, adesso hanno una spiegazione.

In seguito vi faremo conoscere altre cose interessanti come questa, e vi assicuriamo ce ne sono, delle quali non andiamo fieri, e sulle quali non riusciamo a trovare nessun piacere, soprattutto pensando all’aiuto che questi soldi avrebbero potuto dare a chi ne ha bisogno.

Poi ci sono gli aspetti legati all’azione legale, ci sarà, non ci sarà, ai costi che questa comporterà, a chi pagherà il consolidamento e quanto potrà costare, ma tutto questo sarà chiesto in una apposita interrogazione che presenteremo all’amministrazione provinciale.

Massimo Mori
Consigliere provinciale gruppo PDL

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