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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Pinacoteca: l’accordo transattivo con la Provincia risolve il contenzioso”

Gennai: "Finora s'erano fatto i conti senza l'oste"

SIENA. Il contenzioso giudiziario che ha visto contrapposti la Provincia di Siena e il Ministero della Cultura si è chiuso con un accordo transattivo che per il passato prevede il pagamento a favore della Provincia di Siena di euro 2.061.856,22 a titolo di indennità di occupazione extracontrattuale, di euro 46.793,98 a titolo di rimborso delle spese legali, di euro 1.686,00 a titolo di rimborso del contributo unificato e di euro 8.571,78 a titolo di rimborso delle spese di CTU, per un totale di euro 2.118.907,98, già entrati nelle casse della Provincia.

Per il futuro è stata invece sottoscritta una concessione amministrativa della durata di 20 anni a favore dei Musei Nazionali di Siena per un canone annuale di euro 250.000 (oltre adeguamenti Istat), che è scomputabile per opere di manutenzione straordinaria, tra le quali rientrano gli interventi PNRR e Legge n.190/2014 (indicati nell’accordo) nel limite massimo di euro 2.876.860,00.

La sistemazione pro futuro, con la concessione ventennale, sembrerebbe tale da favorire la valorizzazione della Pinacoteca Nazionale potendo ora i Musei Nazionali di Siena contare su risorse certe, almeno 250.000 euro all’anno, da utilizzare per questo scopo (con interventi manutentivi e di miglioramento) o altrimenti da versare alla Provincia quale Ente proprietario.

Negli atti si trova scritto chiaramente che la concessione “è finalizzata al mantenimento nella specifica sede della Pinacoteca Nazionale” e che la “destinazione degli immobili a Pinacoteca non può essere modificata dal concessionario, che si impegna a valorizzare le opere d’arte custodite al suo interno e che può disporre movimentazioni di tali opere d’arte al di fuori degli immobili oggetto di concessione esclusivamente per esigenze conservative o espositive temporanee, in conformità con le disposizioni di tutela del patrimonio culturale vigenti”. E viene ribadito che la collezione di opere d’arte custodita all’interno costituisce “pertinenza inscindibile degli immobili dati in concessione e il concessionario non potrà rimuovere, trasferire o delocalizzare, in tutto o in parte, tali opere”.

Sembrerebbero quindi finiti i tempi in cui si parlava di trasferimento delle opere e si organizzavano convegni e discussioni sul “futuro della Pinacoteca” senza neanche sentire la Provincia (ente proprietario dell’immobile e della più gran parte delle opere), facendo quindi i conti senza l’oste.

Stefano Gennai

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