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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Lasciano crollare le mura dell’area storica di Petriolo”

Gli Amici dei Bagni di Petriolo segnalano il pericolo imminente

muro crollato e sensore non attivo (1)SIENA. Per la costruzione del nuovo viadotto sul Farma – e per la prevista demolizione dell’attuale ponte – Anas ha scelto, per quanto vi fossero percorsi alternativi, di far passare il traffico di mezzi pesanti nell’area termale di Petriolo, su una pista di cantiere a pochi metri di distanza dalla chiesa e dalle mura medievali, attraversando una riserva naturale di grande valore ambientale.
Oltre a limitare l’accesso ad un lungo tratto del fiume Farma, la pista di cantiere  pone gravi rischi per la stabilità degli immobili storici, a causa delle vibrazioni prodotte dal traffico di mezzi.
Già nel luglio 2013 la Soprintendenza di Siena aveva prescritto ad Anas di mettere in sicurezza  – prima di iniziare i lavori –  gli immobili storici, al fine di ridurre il rischio di danni e/o lesioni, tuttavia i lavori ed il traffico di mezzi di cantiere sono continuati e solo nel corso del 2014 Anas ha fatto eseguire parziali interventi sulla chiesa e su parte delle mura.
Il tratto di mura adiacente il fiume, circa 10 metri dietro la chiesa, per quanto pericolante, non è mai stato oggetto di interventi, in spregio non solo della conservazione delle mura ma anche della sicurezza e dell’incolumità dei bagnanti nel fiume Farma  e delle maestranze che transitano sulla pista.
In un recente incontro pubblico, Anas ha illustrato i progressi nei lavori, celebrato l’apertura di alcune centinaia di metri della nuova “senese” ed  ha anche  dichiarato  che il traffico di mezzi pesanti non ha provocato nessun danno o lesione alle mura medievali sostenendo  che la stabilità degli immobili è costantemente monitorata da appositi sensori.
Le foto scattate il 1 giugno 2015 documentano invece il crollo di una parte delle mura; nelle foto si vede che  il sensore  – teoricamente installato per monitorare le vibrazioni – non è collegato a nessuna fonte di alimentazione ed a nessuna centralina che registri i dati.
Anas sostiene che i tecnici incaricati della messa in sicurezza stanno “valutando”, da oltre un anno, con la competente Soprintendenza quali tecniche e metodologie siano più adatte per l’intervento.
Viene da pensare  che la metodologia di intervento adottata consista nell’attendere il crollo totale delle mura.
muro crollato e sensore non attivo (3)Il rischio di crolli era stato ampiamente, ed inutilmente, denunciato; ora si teme che altre situazioni di rischio, come  i “problemi geologici” riscontrati nella costruzione di una pila del viadotto, o come le fuoriuscite di acqua verificatesi nello scavo della galleria non vengano correttamente valutate e controllate.
Vi è motivo di  temere per la conservazione della falda acquifera e della vena di acqua termale di Petriolo, un bene comune che non può essere messo a rischio da interventi impropri effettuati senza effettivi controlli da parte degli enti competenti.
Sappiamo, anche da recenti trasmissioni televisive, come Anas sia rigorosa nel garantire la buona costruzione delle opere; come non avere fiducia in una società che, da 40 anni, sta terminando la Salerno Reggio Calabria ?
Associazione “Gli Amici dei Bagni di Petriolo”
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