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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il valore delle parole, il valore del lavoro. Pubblico.

Quali e cosa sono le mansioni legate al salario accessorio

SIENA. E’ di stretta attualità la presa di posizione dei dipendenti del Comune di Siena, l’occupazione del consiglio comunale, lo stato di agitazione, in generale il dissenso nei confronti di un amministrazione che nel nome del rinnovamento, e con la voglia di disfarsi di un passato in parte scomodo, cerchi di buttare a mare il fardello pesante che rischia di fare affondare la barca. E da chi è composto questo pesante fardello? Naturalmente dai lavoratori. Coloro che la domenica passavano per 10 ore sul posto di lavoro, in occasione del campionato di Serie A, in mezzo a incroci o alle monetine lanciate dai finestrini dei pullman dei tifosi ospiti; coloro che in pochi minuti sono stati in grado di invertire la viabilità di una città non certo a misura di serie A per sua logistica, ospitando in circa 3 ore di tempo un flusso di 3000 veicoli, gli stessi che insieme alle forze di polizia sono davanti alle barricate, vestiti d’arancio, a spostare transenne o comunque a disposizione dell’ordine pubblico. O quelli che la notte alle 3 scendono dal letto, con la temperatura sotto zero, per percorrere con lo spargisale le strade del comune, affinchè la mattina seguente la strada sia un po’più sicura. Quelli che quando nei locali si ipotizzano le monte o il lotto dei cavalli del prossimo Palio, sono a livellare la terra della pista di cavalli a Mociano o a Monticiano, perché sappiamo che la tutela dei cavalli è importante, per Siena, per la sua Festa. E inizi molto prima che si pensi alla terra in Piazza.

E ancora. Quelle che pure di tenere aperti gli asili nido nel mese di Luglio, con la professionalità delle Educatrici del comune, si riducono lo stipendio e lo riscuotono un anno dopo; quelli che conoscono i teatri del Comune come le tasche dei propri pantaloni vecchi ed entrano a lavorare alle sette della sera fino a un’ora improbabile della notte per dare modo alla platea di tornare verso le proprie case soddisfatti e divertiti.

E ancora, chi recupera i tributi dell’ente, chi organizza e manda avanti manifestazioni turistiche, promozionali e grandi eventi lavorando “a recupero”(diciamo pure a costo zero); chi ripara le pietre di città e mattoni tra cui cresce la verbena, chi riempie le buche, quelli che asfaltano sotto il sole di Agosto, quelli che partono la notte alle 2 per tagliare le piante cadute in mezzo alla strada. E tutti coloro che lavorano in quella galassia chiamata Comune di Siena, di cui spesso, spessissimo, sono orgogliosi interpreti.

Con la poesia a con l’orgoglio sappiamo bene che la Corte dei Conti e la sua Procura non possono fare un’operazione di profonda pulizia spirituale e corporea: quando i numeri vanno recuperati non c’è sentimentalismo che tenga. Il braccio armato dello Stato ha lanciato il suo attacco al Comune sommerso dall’uragano: un’occasione assai allettante, del resto, attaccare la preda in un momento di debolezza.

Le truppe cammellate del Ministero passano ai rastrellamenti di fatto: tutto quello che era lecito fino al 2008, in nome della distruzione del Pubblico impiego, e della contrattazione sindacale (demandata agli enti dal contratto stesso per aumentarne l’autonomia e l’organizzazione) viene decapitata con un colpo di scure senza precedenti.

Ed è in questo esatto frangente che la forza lavoro, allibita e disorientata, non solo si sente richiedere indietro cifre pattuite, concordate, certificate e lavorate (ripeto, lavorate) su effettivi servizi e mansioni svolte, ma si vede addossare pure la responsabilità, insieme ai suoi rappresentanti, di essere con-causa dell’indicazione certificata dalla Corte dei Conti, per avere LAVORATO.

Come se non bastasse, i primi, a cui richiedere “il maltolto” sono proprio i lavoratori, senza appello, senza ancora grado di giudizio e di colpevolezza.

Le “indennità atipiche” indicate dagli organi di controllo dello stato altro non sono che somme (si va da 0,50 centesimi ad un massimo di 1,81 euro al giorno) che parte del personale riceveva, sulla base di accordi sottoscritti e su indicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro come cita l’articolo 17 comma 2 del CCNL, su specifica richiesta dell’ente, per compensare modalità di disagio per il lavoratore al fine di offrire un servizio più continuo per la collettività e che comunque hanno consentito all’ente un risparmio di risorse.

Per fare alcuni esempi, gli operatori della Polizia Municipale percepivano un’indennità di disagio per una disponibilità operativa calcolata sulle 9 ore giornaliere, visto che solo entro le 18 ore antecedenti al turno vengono a conoscenza dell’orario per il giorno dopo. Le educatrici dei nidi non hanno mai percepito la turnazione, compensate dall’indennità giornaliera, pur facendo ugualmente la turnazione.

Un Comune di sinistra che non difende con forza la propria forza lavoro, il proprio futuro, la propria speranza di rinnovamento e di produttività, crediamo che si ponga in una posizione assai scomoda nei confronti del suo patrimonio più grande, quello umano, pur di assolvere frettolosamente alla chiusura di una “strana” partita fiscale che piomba sulle teste di chi ha portato lavoro e servizio alla collettività senese.

Questi lavoratori si sentono come merce di scambio di una partita più grande di loro, dove, come nelle più tradizionali novelle politiche italiane, a pagare sono i sempre i soliti.

Vorremmo ribadire, senza nascondere la testa sotto la sabbia, come da sempre dichiariamo e abbiamo dichiarato, che siamo pronti, consapevoli e coscienti a dare il nostro contributo, di idee, di proposta, di rinnovamento, di efficientamento e miglioramento della macchina comunale, soprattutto adesso.

Vorremmo però che questa RSU e le Sigle sindacali siano fortemente e apertamente coinvolte in questi processo, perché oltre che fare da scudo a una semplicista e disinformata opinione pubblica, facile a persuadersi con frasi e di sicuro effetto, sappiamo e vogliamo fare proposte per guardare avanti, senza demagogia. Ma va imboccata la strada giusta.

Luca Franci – RSU Comune di Siena

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