Se i tanti iscritti al PdL presenti al teatro dei Rinnovati dopo il “lungo” intervento del Sindaco di Siena avessero espresso dissenso invece di applaudire per cortesia, avrebbero di fatto avuto lo stesso atteggiamento di molti di quelli seduti nelle prime file del teatro che non hanno neppure accennato ad un battito di mani alla fine dell’intervento del Ministro Rotondi. Comportamento aggravato poi dai sindaci che si sono tolti la fascia tricolore come se invece di rappresentare una istituzione e tutti i cittadini fossero espressione del solo Partito Democratico. Siena non è l’ultima Stalingrado. Meraviglia suscita anche il comportamento di quanti si definiscono tolleranti ed a parole fortemente dissenzienti rispetto a questi metodi ed alla mentalità sottostante.
Rispetto alle accuse mosse dai rappresentanti delle istituzioni locali al Governo vorremmo ricordare che prima di togliere la “pagliuzza va tolta la trave” e di travi a Siena ce ne sono molte perché sono anni che la cittadinanza, anche quella che li ha votati, cerca di capire quale valore aggiunto in termini occupazionali, infrastrutturali, di crescita economica abbiano prodotto i circa 1.000 miliardi di vecchie lire ricevuti negli ultimi anni dalla Fondazione MPS, oppure il perché della profonda crisi dell’Università, delle palesi disfunzioni dell’Ospedale o delle cause che hanno fatto optare la Banca a richiedere i Tremonti Bond.
Claudio Marignani
Coordinatore Provinciale PdL Siena




