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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Campofico, sei persone raggiunte da provvedimento giudiziario

SOVICILLE. Sei persone presenti a Campofico lo scorso 13 gennaio, in occasione dell’esecuzione dello sfratto esecutivo nei confronti di chi occupava una casa del podere di proprietà della provincia, sono state raggiunte di un’ordinanza che vieta loro di vivere per il prossimi tre anni nel comune di Sovicille o anche soltanto di attraversarlo. Una decisione presa dal questore Giancarlo Benedetti sulla base di una relazione su quanto accadde quella mattina quando nel podere si presentarono con l’ufficiale giudiziario i carabinieri e la polizia provinciale. Uno sfratto poi rinviato. Quella mattina eravamo presenti e possiamo testimoniare che, a parte un’iniziale nervosismo dovuto al fatto che gli occupanti della casa avevano chiuso la porta, che poi fu spalancata quando si cercò di aprirla con un trapano, il quadro si era mantenuto tranquillo. I presenti, alcuni dei quali solo nel podere per una questione di solidarietà nei confronti degli occupanti, erano stati tutti identificati dai carabinieri della stazione di Sovicille (compreso anche chi scrive) senza che la cosa avesse provocato una particolare tensione. Il podere Campofico è di proprietà della Provincia di Siena ma era in stato di abbandono da tempo. Era stato occupato un anno fa da giovani che avevano iniziato lavorare il terreno e a allevare qualche animale. Sulla vicenda c’è una presa di posizione di .un gruppo di associazioni e partiti che riportiamo a parte.

Repressione a Campofico

Di misure eccezionali di questo tipo non si aveva memoria da molto tempo nella nostra provincia, i fatti di cronaca non riportano atti di violenza, sediziosi o sovversivi tali da minacciare l’ordine pubblico e la sicurezza della cittadinanza. Nonostante questo per la questura di Siena gli abitanti del podere Campofico (nei pressi della colonna di Montarrenti, comune di Sovicille) risultano personaggi socialmente pericolosi a tal punto da giustificare la notifica di sei ordinanze che vietano ad alcuni di loro di vivere nel comune di Sovicille per i prossimi 3 anni (o anche solo di attraversarlo).

Il podere Campofico appartiene alla amministrazione provinciale ma era in stato di abbandono da anni; 1 anno fa alcuni ragazzi hanno scelto di occuparlo preoccupandosi di ristrutturarlo e di sistemare i campi attorno ad esso, hanno iniziato a renderlo un luogo decoroso e produttivo, cosa di cui l’amministrazione provinciale non si preoccupava da tempo. Inoltre il podere è diventato uno spazio sociale teatro di molti eventi musicali, teatrali, e culturali in genere; ha visto l’organizzazione di mostre e dibattiti ed è ormai un punto di riferimento nella parte occidentale della provincia.

Da alcuni mesi la provincia ha deciso di voler riacquisire lo spazio (ufficialmente con finalità di vendita) e nonostante i tentativi di trovare un punto di mediazione da parte degli occupanti il 13 Gennaio scorso l’ufficiale giudiziario accompagnato da alcuni esponenti delle forze dell’ordine ha tentato di sgomberare il podere; la reazione dei presenti è stata di ferma opposizione seppur con modi assolutamente pacifici e non violenti. In quell’occasione tutti (giornalisti compresi!) sono stati identificati e lo sgombero è stato rinviato. Alcuni giorni orsono (attorno al 26 febbraio) il secondo capitolo di questa vicenda ovvero la notifica dei sei fogli di via dal Comune di Sovicille (per modalità e efficacia chiaro retaggio della legislazione di epoca fascista).

Si tratta di un violento attacco da parte delle autorità e di una repressione di carattere politico che cerca di allontanare e dividere le persone che da tempo stanno tessendo e condividendo esperienze e progetti nell'ambito del podere. Inoltre gli argomenti e le ragioni sostenute nei provvedimenti di allontanamento risultano pretestuose, incomplete e talvolta totalmente false; i soggetti interessati sono definiti pericolosi solo per semplici segnalazioni talvolta vecchie di anni ed assolutamente non commisurabili alle misure restrittive adottate. In quest’anno di permanenza presso il podere queste persone non si sono mai rese partecipi di attività o azioni violente o lesive dell’ordine pubblico o della pubblica sicurezza. Pertanto non possiamo che individuare la matrice di questo provvedimento nella volontà politica di reprimere in modo brutalmente autoritario questa esperienza sociale che non ha nulla di “socialmente pericoloso”

Esprimiamo infine solidarietà alle persone colpite dal foglio di via e ci auguriamo che l’amministrazione provinciale apra al dialogo come richiesto dagli abitanti al fine di trovare una giusta mediazione che consenta il perdurare di questo spazio di aggregazione di cui il nostro territorio ha un chiaro bisogno.

 

 

Coordinamento Antifascista Senese
Associazione Culturale Serpe Regolo
Comitato Amici e Parenti di Alessandro della Malva
PCarc
Prc – Sovicille
Giovani Comunisti Siena
Confederaione dei Cobas
– Siena
Pcl Siena

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