Che il titolo non piaccia agli investitori per valutazioni reputate non corrette?
di Maramaldo
SIENA. La piccola Siena, suo malgrado, è legata a doppio filo con la crisi irlandese. Lo sappiamo tutti, l’ orgoglio della città è il fatto di “essere” la terza banca italiana, con tutti gli onori e oneri che ne conseguono. Il titolo MPS in borsa è in costante discesa dalla metà di ottobre 2010 (20% circa) più di quello delle altre banche nazionali : forse per i timori che nel portafoglio degli istituti ci siano troppi titoli di stato irlandesi, di dubbio valore? Sembra che la banca cittadina abbia appena 180 milioni di euro di detti titoli, ma che sia esposta maggiormente con i paesi che potrebbero seguire la via della Tigre Celtica a breve, Portogallo e Spagna. Ma complessivamente poca cosa, qualche centinaio di milioni in portafogli del valore di svariati miliardi non possono avere grande rilievo.
Per questo è ancora più inspiegabile la diffidenza degli investitori verso la Banca MPS. O meglio, forse la spiegazione sta nella politica di investimenti, forse si imputa al management qualche valutazione non corretta. Il paese seguente nella lista dei possibili ammalati d’ Europa è l’ Italia. Purtroppo, per ridurre al minimo i rischi sono stati acquistati grandi quantitativi di titoli di stato Bot, Cct, Btp (nei primi nove mesi del 2010 le attività negoziabili del MPS dono passate da 38 a 54 miliardi). Rendimento elevato, meno crediti alla clientela e più attività finanziarie, rischio quasi nullo? Nel pieno della bufera finanziaria europea gli analisti descrivono un futuro che prevede nuovi cali delle quotazioni dei bond pubblici italiani. Con il rischio di dover svalutare gli attivi per adeguarli alle nuove quotazioni e registrare perdite, come poi la banca ha dovuto contabilizzare nella semestrale e i l cui trend negativo è proseguito nel terzo trimestre.
Un altro elemento importante nella vicenda è il fallimento degli stress test. Ricordate che a luglio furono effettuati in tutta Europa test per controllare i requisiti patrimoniali richiesti alle banche e anche quelle irlandesi li avevano superati con sommo gaudio della BCE e di tutti i governi interessati. Adesso alla verifica risulta che gli stress test erano taroccati per diversi motivi primo fra i quali il fatto che i titoli di stato non erano considerati un fattore di rischio : quasi nessuno, oggi, può dormire sonni tranquilli. Operazioni di “asset disposal” : certo che la mancata vendita degli sportelli in esubero, e la svendita di quelli che si è riuscito ad alienare, non ha aiutato a mettere in ordine i conti, e parziale è stato l’ aiuto della vendita degli immobili, non ancora conclusa. Per cui è avvenimento normale che alla fine di ottobre si siano alzati allarmi su possibili aumenti di capitale, specie dopo quello annunciato da Banco Popolare per ottemperare alla restituzione dei Tremonti Bond. E i rumors su un aumento di capitale da 1,2 miliardi di euro nel secondo trimestre 2011 proseguono e i mercati si preparano.
A questo si aggiunge il rischio della romanizzazione della banca, latente ormai dall’avvento di Caltagirone nel consiglio di amministrazione. Lo stallo della situazione a tutti i livelli è evidente. Il sindaco Cenni avrebbe rallentato l’ impegno in Comune preconizzando il rientro quale dipendente nella banca, il presidente Mussari è sempre più preso dal ruolo di presidente ABI (a Roma) e la presenza al talk show “la Banca incontra la Città” è sembrata più di forma che di sostanza.
E così, con due pezzi importanti sullo scacchiere oramai in disarmo e con l’approssimarsi delle elezioni comunali primaverili, la guerra per il potere si sta facendo più forte che mai. Chi arriverà allora si dovrà occupare del piano industriale (è già stato annunciato che verrà presentato dopo le elezioni) e della certificazione del bilancio 2010, forse due argomenti troppo “scottanti” per la prossima campagna elettorale al punto di azzerare le ambizioni del gruppo dirigente del PD senese di esprimere il nome del prossimo sindaco di Siena : meglio mettere di mezzo la candidatura per la Capitale europea della Cultura che informare i cittadini che la Fondazione sta per scendere sotto la fatidica quota del 51% nella Banca? Nei cui corridoi ci si chiede sempre più spesso se nel prossimo futuro, quando si dovrà chiamare la Direzione Centrale del MPS, si dovrà comporre un numero con prefisso 06. Oppure 02?