Ci riferiamo in particolare a quando la stessa accusava la destra di sottrarsi ad un sano e leale confronto su programmi alternativi, specificando di pensare a Casole d’Elsa e a Sovicille, dove a suo dire destra ed estrema sinistra stavano insieme in un improbabile connubio.
A queste considerazioni controbattemmo di non condividere questo concetto barbaro e grossolano della politica, evidenziando come noi il concetto del diverso come nemico l’abbiamo superato da tempo e come la storia del mondo, nel suo tentativo di dare risposta a problemi complessi, sia fatta anche di contaminazioni e di sintesi.
Ponevamo per altro il dubbio sul cosa fare quando persone di orientamenti differenti si trovano d’accordo su risposte a problemi di natura locale, restando su questo punto in attesa di chiarimenti.
Ed i chiarimenti sono arrivati in abbondanza.
Innanzitutto quando nel corso della stessa conferenza programmatica, forse ad esemplificare quali potrebbero essere i programmi alternativi, c’è stato qualcuno che ha ipotizzato per il territorio senese un aeroporto internazionale ma di piccole dimensioni, da realizzare in un luogo che non sia Ampugnano.
Poi, sempre per esemplificare come ci si rapporta con gli avversari, nel sito del PD di Sovicille, il segretario comunale Fabbrini accusa la destra di volere cementificare l’Italia e nello stesso tempo di accucciarsi ai piedi di una lista civica guidata da persone di sinistra (come se per il PD senese essere di sinistra sia ormai diventato un qualcosa di cui vergognarsi), per poi concludere ipotizzando il rischio che ad Ampugnano, al posto dell’aeroporto, venga fatta una centrale nucleare.
Non poteva mancare all’appello della Meloni la risposta di certi personaggi, sedicenti di destra, i quali argomentano (si fa per dire) con insulti, minacce e randellate contro tutti e contro tutto, senza mai confrontarsi con la realtà del territorio.
O forse, gli estensori del documento di insulti, i problemi del territorio non li conoscono, o forse non conoscono neppure il territorio o forse ancora al territorio sono del tutto estranei.
Non sappiamo se questo modo di contrapporsi, fatto di odio e aggressioni, sia l’improbabile connubio o il sano e leale confronto cui faceva riferimento la Meloni.
Sta di fatto che la destra, quella che trova le proprie ragioni nel confronto con le istanze del territorio, quella che considera la partecipazione strumento di contaminazione e di crescita, quella che non considera la parola “sinistra” un insulto, non ha niente a che spartire con le farneticazioni dei vari Fabbrini e Sestini.
Se questo è il sano e leale confronto auspicato dalla Meloni, noi ne siamo sideralmente lontani e consideriamo tutto ciò spazzatura che ci pone il solo problema dello smaltimento.
Agostino Milani
Consigliere comunale




