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Afghanistan: quali percorsi per l’Europa?

SIENA.  La cronaca senese ci parla in questi giorni del lontano Afganistan, dove i ragazzi della Folgore sono stati più volte oggetto di attacchi armati dei Talebani. Questa è l'occasione per una riflessione sulle ragioni di questa missione che vede sempre di più le truppe italiane nel ruolo di supporter della presenza militare americana, anziché impegnate in una effettiva azione di ricostruzione economica e civile del paese.

Giuliana Sgrena, candidata di Sinistra e Libertà al parlamento europeo, ha ricordato in una conferenza alla Sala dei Mutilati che se non cambiano gli obbiettivi ed i modi di operare, anche questa ennesima occupazione militare dell'Afganistan (dopo quella degli inglesi e quella dei sovietici) rischia di non scalfire il sistema del potere tribale di quel paese.

I trafficanti di droga ed i signori della guerra in questi anni hanno visto accrescere il loro controllo sulla società afgana e nessun processo democratico è stato effettivamente portato avanti.

Basta pensare alla recente legge che legalizza lo stupro delle donne, per nulla contrastata da quel Karzai che dovrebbe rappresentare i valori dell'avanzato occidente.
L'Europa deve giocare in Afganistan un ruolo ben diverso: se c'è davvero l'intenzione di fermare la marea dell'integralismo, occorre cambiare la destinazione delle enormi risorse che si spendono per sostenere la missione militare. Quel paese va aiutato a crescere costruendo ponti, strade, ospedali, scuole; affermando i diritti civili di tutti i cittadini, a partire dalle donne; creando condizioni di crescita economica che liberino dal giogo della coltivazione del papavero per produrre droga.
Voremmo che i militari della Folgore ci facessero sapere cosa stanno facendo in questo senso, quanta parte del loro tempo e delle loro energie viene dedicato a cerare un clima di colloquio e collaborazione con le popolazioni e quanto invece a tenere lucide le armi ed a fare sfoggio della loro forza con trasferte blindate e senza alcun costrutto.
Il voto alle elezioni europee per Sinistra e Libertà è l'occasione per aiutare i nostri ragazzi in Afganistan a sfuggire al terribile pericolo che stanno correndo e per imboccare una strada di pace duratura che può essere il risultato solo di una crescita sociale e civile di quel Paese.

 

Alessandro Vigni

Candidato de La Sinistra per la Provincia di Siena

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