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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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A proposito di decoro e di rituale contradaiolo…

Nuove regole per monumenti ed edfici pubblici

SIENA. Recentemente i temi del decoro e del rispetto del Centro Storico sono stati oggetto di particolare attenzione, oltre che di una regolamentazione rinnovata. Sono, inoltre, in corso i lavori della Commissione incaricata delle definizione delle proposte di modifica del Regolamento per il Palio.

A mio avviso, residua però l’esigenza di un adeguamento del “Rituale Contradaiolo” per quanto riguarda, in particolare, l’introduzione di un divieto di esporre bandiere, stendardi o altre decorazioni sulle facciate o sui campanili di basiliche e chiese (con l’ovvia eccezione degli Oratori di Contrada), così come su monumenti ed altri edifici pubblici, di varia natura e destinazione.

Al riguardo, il vigente Rituale stabilisce soltanto (Parte III^, lettera a, 4° capoverso) che ”Le bandiere delle Contrade poste agli angoli degli accessi in Piazza del Campo devono essere collocate in maniera tale che le bandiere stesse non ‘affaccino’ sulla Piazza”. Qualche tempo fa è stato chiesto in seno al Magistrato il rispetto di tale disposizione. Mi risulta che siano stati poi eseguiti i conseguenti interventi di adeguamento da parte delle Contrade interessate. Non vi è dubbio alcuno sulla validità delle ragioni sottostanti alla norma richiamata. Come si diceva da ragazzi: la Piazza è di tutti! È giusto ed è vero!

Anche per questo motivo, le proposte formulate in questa sede non sono dettate da spirito di rivalsa, ma conseguono all’ovvia constatazione che analoghe limitazioni non si applicano ad altre strutture ed edifici che fanno parte del patrimonio della Comunità, nel suo complesso, e non sono attribuibili ed assimilabili a quello della Contrade, sul cui territorio insistono. Per queste situazioni dovrebbero valere le stesse limitazioni concernenti il Campo! Inoltre, non sempre trovano applicazione le stesse forme di tutela già esistenti nel Regolamento di Polizia Urbana e nel Regolamento per la tutela del patrimonio culturale e delle attività del centro storico, laddove vietano comportamenti che possano alterare lo stato degli edifici pubblici e privati, dei monumenti e di qualsiasi altro manufatto o oggetto di arredo urbano. Tali norme peraltro sono state confermate anche recentemente.

Residua perciò l’esigenza – come già anticipato – di esplicitare nel Rituale Contradaiolo le limitazioni cui le Contrade sono tenute per quanto concerne l’esposizione di bandiere, stendardi o altre decorazioni su particolari categorie di monumenti ed edifici pubblici. In tale sede dovrebbe essere anche valutata l’opportunità di mantenere o meno la prassi di esporre le bandiere di Contrada alle porte della città e sulle colonne dei Terzi.

Al riguardo, esprimo le mie perplessità sulla prosecuzione di una pratica che unisce i simboli delle Contrade a quelli delle comunità coinvolte, nel loro più ampio complesso. 

Marcello Venturini

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