"Il patrimonio di grandi immobili attualmente inutilizzati è vasto e rappresenta una ferita nel tessuto cittadino"
SIENA. La sfida del rilancio di Siena passa inevitabilmente per il recupero dei suoi “vuoti urbani” e per una risposta concreta al crescente disagio abitativo, più volte denunciato dal SUNIA di Siena. Il patrimonio di grandi immobili attualmente inutilizzati è vasto e rappresenta una ferita nel tessuto cittadino: dall’ex Demanio a Vico Alto all’immobile di viale Mazzini, passando per l’ex Palazzo della Banca d’Italia alla Stufa Secca ed all’ex studentato di Via del Porrione ad oggi nel portfolio di Sagitta partecipata di Sansedoni. La lista sarebbe anche più lunga e il tempo delle attese è scaduto.
In questo scenario il SUNIA accoglie positivamente il lancio del “Piano Città degli immobili pubblici di Siena” da parte dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’Agenzia del Demanio. Tuttavia, affinché questa iniziativa non resti un’operazione di facciata, è indispensabile che tutti i grandi proprietari degli immobili coinvolti partecipino attivamente e che la guida politica dell’Amministrazione sia di prim’ordine. La casa non è una merce, ma un diritto.
Il rischio che intendiamo scongiurare è che la retorica della “rigenerazione urbana” diventi un paravento per logiche di mercato prettamente speculative. Troppo spesso, infatti, queste operazioni trasformano la città in un prodotto finanziario accessibile solo a chi ha grandi disponibilità economiche, finendo per espellere dal centro le fasce più deboli e i residenti storici verso le periferie. La pianificazione urbana deve invece rimettere al centro la qualità della vita e un modello di abitare solidale.
Questa visione non può prescindere dal diritto all’abitare studentesco. Siena rischia di perdere definitivamente la sua anima di città universitaria inclusiva. Il sistema abitativo per i fuori sede presenta criticità croniche e lo “scempio” delle residenze vuote da anni ne è il simbolo più doloroso. Parliamo delle strutture di viale XXIV Maggio e di via Tolomei: immobili che devono restare pubblici.
Il timore del SUNIA è che questi spazi, anziché tornare a essere studentati pubblici a prezzi calmierati, vengano alienati per diventare complessi residenziali di lusso o studentati privati con costi proibitivi. A fronte di tal rischi chiediamo: che gli immobili inseriti nel Piano Città abbiano vincoli di destinazione d’uso sociale e studentesco permanenti; un monitoraggio costante sui tavoli tecnici con il Demanio per evitare svendite del patrimonio collettivo; politiche che favoriscano la permanenza dei residenti e l’accoglienza degli studenti, gli unici che possono davvero mantenere viva Siena.
La città deve appartenere a chi la vive quotidianamente.
Federazione territoriale SUNIA Siena




