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Sileoni (Fabi): “Dopo Mediobanca Mps potrebbe fare un’aggregazione importante”

Lando Maria Sileoni (foto dal profilo FB)

ROMA. Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, durante la trasmissione Omnibus, ha parlato di Montepaschi ed ha affermato: “Il Monte dei Paschi è come una squadra di calcio di serie A molto importante con 500 anni di storia, che all’improvviso retrocede in serie C. Poi a distanza di due anni vince il campionato o quasi. Il lavoro che è stato fatto dai dipendenti del Monte dei Paschi, dai sindacati aziendali, da Luigi Lovaglio, dal consiglio di amministrazione e anche dal Mef è un lavoro che rimarrà alla storia, perché qualche anno fa la banca era tecnicamente fallita”. 

“Tre governi – cioè Monti, Renzi e Gentiloni – hanno dato 18,3 miliardi di euro per salvare Mps – ha aggiunto – a cui si sono aggiunte risorse degli azionisti privati. Lovaglio ha avuto l’intuizione di realizzare un’operazione storica, perché peraltro è un professionista preparato, intelligente e acuto: ha avuto l’intuizione di completare il salvataggio di Mps, poi di superare la prima fase e adesso di comprare quello che al Monte dei Paschi mancava, cioè l’investment banking e il private banking di Mediobanca. Con questa operazione, oggi il gruppo bancario si appresta ad affrontare la seconda fase che è quella più importante. Potrebbe rimanere sola con Mediobanca o cercare un’aggregazione importante. Come in molti altri casi in passato, anche l’operazione di Mps su Mediobanca ha avuto il via libera del governo”.   

 

Sileoni ha ricordato: “Ieri sera le adesioni all’ops del Monte dei Paschi di Siena sono arrivate al 45,8%, ma potrebbe esserci già un’altra quota del 5-10%, di cosiddetti arbitraggi, che emergerà lunedì e che porterà il totale già oltre il 50%. Questo vuol dire che Mps potrebbe arrivare anche al 66,7%, soglia che darebbe ampi margini di gestione su Mediobanca”.

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