"In gioco c’è il diritto delle comunità della provincia di Siena a poter contare su una rete sanitaria accessibile, sicura e realmente vicina ai cittadini"
SIENA. La decisione sul futuro dei punti nascita di Campostaggia e Nottola apre una questione che va ben oltre i numeri delle nascite. In gioco c’è il diritto delle comunità della provincia di Siena a poter contare su una rete sanitaria accessibile, sicura e realmente vicina ai cittadini. La CISL FP Siena esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di ridimensionamento della rete dei punti nascita della provincia e ritiene necessario mantenere alta l’attenzione sul futuro dei presidi di Campostaggia e Nottola che rappresentano un servizio e un presidio a livello territoriale.
La discussione sul futuro dei punti nascita di Campostaggia e Nottola non riguarda soltanto la riorganizzazione dell’offerta sanitaria. Per la CISL FP Siena c’è un altro tema che deve essere affrontato con la massima attenzione: il destino dei professionisti che oggi lavorano nei due servizi e la modalità con cui verranno eventualmente redistribuiti all’interno della rete sanitaria dell’Azienda USL Toscana Sud Est. La decisione assunta a livello nazionale prevede la chiusura del punto nascita di Campostaggia, mentre per Nottola è stata concessa una deroga di dodici mesi. Una prospettiva che apre inevitabilmente interrogativi anche sul piano organizzativo e occupazionale.
«Quando si parla di chiusura o riorganizzazione di un servizio – sottolinea la CISL FP Siena – non si può ragionare soltanto in termini di posti letto, volumi di attività o numeri. Esiste un patrimonio professionale fatto di ostetriche, infermieri, OSS e altre figure sanitarie che hanno maturato negli anni competenze specifiche e che devono essere tutelate e valorizzate».
Il timore è che una eventuale redistribuzione del personale venga affrontata esclusivamente come una questione di numeri da spostare da un presidio all’altro, senza una reale valutazione delle professionalità, delle esigenze dei lavoratori e degli equilibri organizzativi dei servizi di destinazione.
Tra le richieste del sindacato il blocco immediato di ogni piano di riduzione, la deroga ai criteri standard sul numero di parti, investimenti su personale e strutture. Infine, un tavolo di confronto permanente.
«Non vorremmo che alla chiusura di un servizio corrispondesse semplicemente lo spostamento del personale disponibile verso altre strutture, senza un progetto complessivo – prosegue la CISL FP –. Ogni trasferimento ha conseguenze concrete sulla vita dei lavoratori: tempi di percorrenza, organizzazione familiare, turnazioni, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. E non possiamo dimenticare che i professionisti dei punti nascita hanno competenze specifiche che devono essere utilizzate nel modo più appropriato».
«La chiusura di un servizio non può diventare l’inizio di una nuova serie di criticità organizzative. Se ci sarà una redistribuzione del personale, questa dovrà servire a rafforzare la sanità senese e non a spostare semplicemente le difficoltà da una struttura all’altra. Difendere i lavoratori significa anche difendere le competenze e garantire che ogni professionalità venga messa nelle condizioni di continuare a lavorare bene, con dignità e sicurezza».
La CISL FP Siena continuerà quindi a seguire l’evoluzione della vicenda, chiedendo all’Azienda garanzie sul futuro dei professionisti coinvolti e un confronto concreto sulle modalità con cui verrà ridisegnata l’organizzazione dei servizi.




