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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Lavoratori Tim: “Perché scioperiamo”

Manifestazione anche a Siena. Chiesto un incontro con il sindaco

SIENA. Da Rsu Tim e SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL riceviamo e pubblichiamo.

“In tutti i paesi d’Europa il settore delle TLC è un traino dell’economia; e in tutti i paesi d’Europa l’ex monopolista è il soggetto industriale trainante di tutto il settore. In Italia questo ruolo lo ha svolto la SIP, poi Telecom Italia e ora TIM.

La storia di questa società è nota e ha fatto arricchire più di un finanziere, senza però riuscire a dotare il paese di un’infrastruttura di rete degna di questo nome. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: siamo tra agli ultimi posti in Europa sul fronte tecnologico e sulla cultura digitale; la digitalizzazione del paese va a rilento; l’abbattimento del digital divide è spesso a carico della collettività; l’assistenza tecnica ai cittadini e alle imprese è tra le peggiori di Europa in relazione ai tempi e alla soddisfazione del cliente. Questa situazione non è frutto del caso, ma conseguenza di scelte politiche sbagliate, come la scelta del Governo di far sviluppare la banda ultralarga all’ENEL, cioè ad un’azienda che non ha la rete; infatti, da nessuna parte del mondo lo sviluppo della rete telefonica viene “appaltata” a chi si occupa di energia, o acqua, o altro. O il rischio che AGCOM decida una separazione della rete da TIM, con la fine industriale di TIM, e con essa dello sviluppo tecnologico nel mondo dell’informatica.

Ecco chiaro ora perché lottiamo: perché TIM è la più importante azienda tecnologica del paese, fondamentale per sviluppare le TLC e l’informatica, cioè il mondo del futuro, che in tutti i paesi produce sviluppo, cultura e posti di lavoro. Difendiamo TIM dagli attacchi del suo management e dalle azioni della politica.

Un management che ha scelto la strada del caporalato, di rinnegare gli accordi a danno di tutti i sacrifici e delle persone che li hanno fatti, di creare un rapporto quotidiano con i lavoratori, fatto di minacce, con l’obbiettivo di tagliare i costi di 1,6 miliardi di euro in tre anni per prendersi 55 milioni di euro di bonus e poi andarsene: arrivano, tagliano, si prendono il bonus e se ne vanno. Dobbiamo impedire questo furto ai danni dell’azienda e dei lavoratori!!!!

La risposta c’è stata forte e immediata e non si fermerà fino a che non si rimette in garanzia lo sviluppo dell’azienda e quindi del paese tutto. Ma se non si riparte dai lavoratori non ci sarà spazio per lo sviluppo, evidentemente né per l’azienda, né per il paese. Quindi:

1) ritiro della disdetta dell’integrativo aziendale

2) un vero piano industriale che punti allo sviluppo;

3) internalizzare le attività di sviluppo dell’infrastruttura di rete

4) investimenti veri per l’abolizione del digital divide e per la banda ultra larga

5) scelte governative di facilitazione delle attività di creazione della banda ultra larga

6) mantenimento dell’unicità aziendale, senza spacchettamenti di strutture”.

Una rappresentanza delle maestranze senesi della TIM effettuerà una manifestazione a Siena con il seguente programma:

ore 15.15 circa: partenza dalla sede Tim di via Ricasoli per dirigersi verso Piazza del Campo

dalle ore 15.30 alle ore 17.30 circa: sit-in in Piazza del Campo

Tale manifestazione si inserisce nelle azioni sindacali contro la disdetta degli accordi aziendali da parte di TIM e per un piano industriale di sviluppo dell’azienda e del paese. A tal proposito le organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL senesi hanno chiesto di poter essere ricevute dal Sindaco di Siena per illustrare le motivazioni dello sciopero e chiedere un intervento del Consiglio Comunale a sostegno della vertenza.
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