I sindacati chiedono l’attivazione dell’Unità di crisi della Regione Toscana e un tavolo istituzionale di confronto
“La prospettiva illustrata dall’Azienda prevede alcune possibili soluzioni alternative, – spiegano Andrea Biagianti (Flai CGIL), Gabriele Coppi (Fai CISL) e Simone Scarpellini (Uila UIL) – tra cui l’ipotesi di ricollocazione del personale in altre realtà produttive del Gruppo. Si tratta tuttavia di scenari che, allo stato attuale, presentano diversi elementi di criticità e che richiedono ulteriori approfondimenti. Abbiamo evidenziato fin da subito la necessità di affrontare la situazione con grande attenzione, considerando l’impatto occupazionale e produttivo che un’eventuale chiusura dello stabilimento determinerebbe nella zona.”
“Il 9 Marzo si è svolta l’assemblea dei lavoratori, – proseguono i sindacalisti – che ha dato mandato alle Organizzazioni Sindacali di attivarsi per intraprendere tutte le iniziative necessarie a difesa dei posti di lavoro e del futuro del sito. Siamo di fronte all’ennesima situazione critica in provincia di Siena, con le maestranze che rischiano di pagare il prezzo di una scelta industriale unilaterale.”
“Per questo chiediamo fin da subito l’attivazione dell’Unità di crisi della Regione Toscana, – concludono Flai CGIL, Fai CISL e Uila UIL – affinché inizi un confronto istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati. È necessario intraprendere un percorso serio, con la massima attenzione, che valuti tutte le possibili soluzioni per salvaguardare l’occupazione e il presidio produttivo evitando la perdita di un’altra realtà industriale importante per quest’area, da qui la necessità di aprire rapidamente un tavolo istituzionale per affrontare la situazione e costruire un percorso che metta al centro dell’azione la tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e del territorio”.




