di Augusto Mattioli
SIENA. La brutta storia del test del carrello trappola decisa dalla Pam che ha provocato il licenziamento di Fabio Giomi si è conclusa con una sentenza del giudice che lo ha reintegrato. Una storia personale che si è conclusa con la decisione dello stesso Giomi, che ha preferito lasciare l’azienda.
Ma quella sentenza di reintegro, sulla quale l’avvocato Andrea Stramaccia e Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil, hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa, può essere un forte avvertimento per quelle aziende della grande distribuzione che avessero intenzione di utilizzare questi mezzi per disfarsi di dipendenti più costosi magari anche sindacalisti come Giomi.



