L'accordo concluso al Ministero a Roma
MONTERIGGIONI. La vertenza Paycare è stata discussa oggi al Ministero. L’azienda ha confermato la decisione di cessare l’attività, motivandola con la profonda crisi che da tempo investe il settore dei call center. La crisi deriva dalla riduzione delle commesse e ai rapidi cambiamenti tecnologici, che sta producendo effetti significativi su scala nazionale.
Gli esuberi riguardano la Toscana, Piemonte e Sardegna, e per gestire questa fase è stato concluso un accordo di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività.
“Abbiamo espletato l’accordo di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività fino al 31 dicembre 2026 – ha detto Giuseppe Cesarano segretario della Fim Cisl Siena -. Il costo per il Ministero è stato quantificato in 1.200.000 euro. Il Ministero ha ribadito che per l’accordo di cassa integrazione bisogna attendere il pagamento diretto da parte dell’Inps, ma come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto all’azienda di fare da sostituto d’imposta, anticipando gli importi. Nei prossimi giorni l’accordo verrà esteso su tutto il territorio di Siena e Firenze”.
Daniela Miniero, segretaria generale Fiom Cgil Siena conferma: “Lo strumento normativo utilizzato per la cessazione di attività non prevede l’anticipo, ma l’azienda si è resa disponibile a mettere in campo strumenti accompagnatori per questo periodo, affinché i lavoratori non rimangano senza un’entrata economica mensile. C’è una crisi di mercato, dovuta anche all’avvento delle intelligenze artificiali. Questo comparto soffre profondamente e si parla di oltre 900 lavoratori coinvolti. Per la Regione Toscana, il Piemonte e la Sardegna si parla di 79 esuberi, di cui 35 nel territorio senese”.






