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Università: nella classifica Censis lieve calo dell’ateneo senese

Tra gli statali medi Unisi passa dal terzo al quinto posto

SIENA. Anche quest’anno sono disponibili le classifiche delle università italiane elaborate dal Censis e diventate ormai un appuntamento a supporto dell’orientamento di migliaia di studenti pronti a intraprendere la carriera universitaria, che si replica oramai da oltre 25 anni. Si tratta di un’articolata analisi del sistema universitario basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali. Complessivamente si tratta di 70 graduatorie, a partire da una batteria di oltre 960 variabili considerate, che possono aiutare i giovani e le loro famiglie a individuare con più consapevolezza il percorso di formazione.

In vetta alla classifica dei mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti), si collocano, anche quest’anno stabili in prima e seconda posizione, l’Università di Padova, con un punteggio complessivo di 91,2, e l’Università di Bologna (87,8). Sale in terza posizione la Sapienza di Roma che con 86,0 punti scalza l’Università di Pisa che retrocede in quarta (85,5). Perdono una posizione rispetto allo scorso anno anche l’Università Statale di Milano e l’Università di Firenze che scendono al quinto e al sesto posto, riportando, nell’ordine, i punteggi di 85,3 e 84,7. Salda, in settima posizione, è l’Università di Palermo (84,3), a cui si accoda in ottava l’Università di Torino, che con 83,8 cala di due posizioni. Chiudono la classifica dei mega atenei l’Università di Bari (79,7) e l’Università di Napoli Federico II (74,2), rispettivamente, in penultima ed ultima posizione.

Si conferma al vertice della classifica dei grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti) l’Università della Calabria con un punteggio totale di 91,7, superiore a quello dell’Università di Pavia (90,2), anch’essa stabile in seconda posizione. Terza in graduatoria è l’Università di Cagliari che con il punteggio totale di 88,5 scala due posizioni e precede l’Università di Parma (88,3,), stabile al quarto posto. Al quinto si colloca quest’anno l’Università di Perugia
(86,7, -2 posizioni). Salda al sesto posto l’Università di Salerno con un punteggio di 84,5 ex aequo con l’Università di Milano Bicocca che, invece, guadagna una posizione; si accodano le Università di Roma Tor Vergata (settima, +1 posizione) e di Chieti Pescara (ottava, +6 posizioni), con i punteggi complessivi di 84,3 e di 84,2. Perdono una posizione ciascuna le Università di Genova (83,2) e di Modena e Reggio Emilia (83,0), rispettivamente nona e decima in graduatoria. Scende di una posizione anche l’Università di Verona (82,3), collocandosi all’undicesimo posto, seguita dall’Università di Messina (81,5) che, invece, guadagna tre posizioni. Chiudono la classifica dei grandi atenei: l’Università di Ferrara (80,8, tredicesima), l’Università della Campania e l’Università di Roma Tre, quattordicesime a pari merito, (80,0) e l’Università di Catania (79,2, quindicesima).

Apre quest’anno la classifica dei medi atenei statali l’Università di Sassari, che con il punteggio di 93,2 guadagna la prima posizione, scalandone tre, seguita dall’Università Politecnica delle Marche, che con 92,8 mantiene il secondo posto. In terza, a pari merito, con il punteggio complessivo di 92,7, si collocano l’Università di Trento (-2 posizioni) e l’Università di Udine (-1 posizione). Avanza al quarto posto l’Università di Trieste (91,7), superando l’Università di Siena (90,0) che passa dal terzo posto dello scorso anno al quinto. Stabile al sesto, è l’Università Ca’ Foscari Venezia (89,3). Sale di sei posizioni, occupando il settimo posto in classifica, l’Università del Salento (86,8), mentre resta stabile all’ottavo posto l’Università di Brescia (86,2), inseguita dall’Università del Piemonte Orientale (85,3, nona, -2 posizioni) e di Bergamo (84,7, decima, -1 posizione). Dall’undicesima alla quattordicesima posizione si trovano, nell’ordine: l’Università di Foggia (83,3, +3 posizioni), dell’Insubria (83,2 -1 posizione), dell’Aquila (82,7, +2 posizioni), di Urbino (81,7, -4 posizioni). Si posizionano, infine, al penultimo ed all’ultimo posto della classifica dei medi atenei statali l’Università di Napoli Parthenope (81,3, -3 posizioni) e l’Università Magna Graecia di Catanzaro (78,8).

Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) continua a occupare il primo posto l’Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 95,3, seguita dall’Università di Cassino, anch’essa stabile in seconda posizione con 87,3. Scala tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che guadagna la terza posizione (86,0). Stabili in quarta e quinta posizione sono le Università di Macerata e del Sannio che totalizzano i punteggi di 85,8 e di 84,3. Scende di tre posizioni l’Università della Tuscia, che retrocede in sesta posizione con il punteggio di 84,0. Guadagna, invece, una posizione l’Università di Teramo, settima con 81,0, occupando la settima posizione detenuta lo scorso anno dall’Università della Basilicata che retrocede in ottava (79,0). Chiudono la classifica dei piccoli atenei statali, l’Università del Molise (75,8), penultima, e l’Università di Napoli l’Orientale (73,0), di ritorno dalla classifica dei medi atenei, dove aveva fatto ingresso lo scorso anno.

Tutte le classifiche https://www.censis.it/la-classifica-censis-delle-universita-italiane-edizione-2026-2027-2/3/

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