{"id":96,"date":"2015-03-09T08:44:38","date_gmt":"2015-03-09T07:44:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/?p=96"},"modified":"2015-03-09T08:44:38","modified_gmt":"2015-03-09T07:44:38","slug":"vivere-siena-ai-tempi-del-karaoke","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/vivere-siena-ai-tempi-del-karaoke\/","title":{"rendered":"Vivere a Siena ai tempi del Karaoke"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-97\" src=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-300x197.jpeg\" alt=\"KARAOKE\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-300x197.jpeg 300w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-80x54.jpeg 80w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-85x57.jpeg 85w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-165x109.jpeg 165w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-112x75.jpeg 112w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE-170x113.jpeg 170w, https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2015\/03\/KARAOKE.jpeg 633w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Silvana Biasutti<\/strong><\/p>\n<p>SIENA. Da anni vivo in terra senese: qui ho amici, conoscenti e addirittura un bel pezzo di famiglia. Dato che sto in campagna, a Montalcino, qualcuno potrebbe ipotizzare che sono qui per via del vino. Chi per\u00f2 mi conosce e ha buona memoria, sa che amo questa terra dalla prima volta che l\u2019ho conosciuta, pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa: un vero colpo di fulmine e il vino non c\u2019entra proprio niente; anzi, s\u00ec, c\u2019entra perch\u00e9 io so che \u00e8 la conseguenza di una storia, o meglio di un insieme di storie. La terra e la citt\u00e0 che ne \u00e8 capoluogo e punto di riferimento straordinario sono l\u2019anima di queste storie: non sono solo uno scenario molto suggestivo.<\/p>\n<p>Tempo fa, risalivo verso piazza del Sale, guardandomi intorno. Pensavo agli anni passati \u2013 con innegabile piacere, ma di tanto in tanto con qualche perplessit\u00e0 \u2013 da queste parti, al fascino che Siena esercita sul visitatore, quando si incammina per queste strade per la prima volta, e poi quando acquisisce maggiore dimestichezza, quando entra in contatto pi\u00f9 stretto con il luogo; ripensavo a tutto ci\u00f2 mentre risalivo il tratto di strada che porta alla piazza con quel nome straordinario, del Sale. Pensavo quindi al nome della piazza e ragionavo su tutto quello che converge a rendere unica la citt\u00e0, anche i nomi che sono stati dati ai luoghi, nel tempo.<\/p>\n<p>Sono nomi che legano profondamente i luoghi alla storia e alle storie \u2013 magari a singoli episodi divenuti leggenda \u2013, e ai caratteri \u2013 qualche volta mi viene da pensare proprio alle facce \u2013 della gente.<\/p>\n<p>Penso spesso che troppi tra gli uomini prestati alla politica dimenticano sistematicamente questi elementi quando parlano del paesaggio \u2013 non tanto quello (il Pit) di cui si discute in questi giorni \u2013 penso invece all\u2019insieme di fattori che hanno contribuito a fare del paesaggio ci\u00f2 che noi vediamo (o che ci sembra di vedere, con gli occhi della mente). La politica e i suoi uomini si preoccupano degli aspetti economici, quelli che colpiscono interessi immediati e appariscenti, ignorando tutto quello che viene prima di ci\u00f2 che appare e che in realt\u00e0 \u00e8 fatto dalla vita quotidiana, dalle abitudini, e dai comportamenti che divengono usi e costumi che impregnano la citt\u00e0 (o i villaggi) e che rendono un luogo cos\u00ec speciale.<\/p>\n<p>Anche il nome di una piazza? S\u00ec, certo, perch\u00e9 non \u00e8 la \u2018solita\u2019 piazza Cavour (senza togliere meriti allo statista piemontese, beninteso).<\/p>\n<p>Si misura e si valuta tutto ci\u00f2 che ha \u201cun prezzo\u201d, tutto quello che \u00e8 fisicamente misurabile, che appare su una mappa o in un conto economico \u2013 spesso confondendo il valore di qualcosa di immateriale ma di gran carattere, con un prezzo ben pi\u00f9 aleatorio dell\u2019immaterialit\u00e0.<\/p>\n<p>Percorrendo quel tratto di strada verso il cuore della citt\u00e0 (venivo da una zona periferica) mi sono ricordata di qualcosa che avevo letto su un bar o forse un pub (?) che proprio al centro della piazza del Sale ospitava delle serate di jazz \u2026 ma no, non proprio jazz \u2026 forse karaoke \u2013 kara + okesutora \u2013 quella forma di spettacolo lanciato (in modo simpatico e divertente) da Fiorello, se non ricordo male; quando Fiorello sembrava una specie di Arbore rivisitato. Mi piaceva di pi\u00f9 l\u2019idea del jazz, ma tant\u2019\u00e8. Di certo proseguendo in questo mumble mentale sollecito l\u2019epiteto di qualche testa d\u2019uovo (\u2026), ma trovo irresistibile, irresistibilmente offensiva l\u2019idea del karaoke (soprattutto senza un Fiorello adeguato) in un sedicente pub, nella vecchia e seducente piazza del Sale.<\/p>\n<p>Mi domando se gli addetti al paesaggio \u2013 quelli che ne parlano come del bene pi\u00f9 prezioso (avendolo scoperto l\u2019altro ieri e non avendo ancora ben capito di che cosa si tratti precisamente) \u2013 si siano resi conto che il paesaggio lo fanno gli umani (ma no, ma no, non sto parlando dei bravi contadini che svegliandosi all\u2019alba davano alla terra forme meravigliose che ritroviamo nella grande arte!); lo hanno creato gli uomini, giorno dopo giorno, anno dopo anno, con le loro scelte e i loro comportamenti che segnano il legame vero che hanno avuto e hanno con quello spazio e con quell\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Il paesaggio \u00e8 creato e modificato quotidianamente dallo sguardo con cui l\u2019uomo si rapporta a ci\u00f2 che lo circonda \u2013 le colline, le vigne, il bosco, le strade, le vie e gli spazi della citt\u00e0 \u2013 \u00e8 costruito con i pensieri, che si traducono in colori delle case, andamenti delle colture, insegne di negozi e botteghe, scelte imprenditoriali e culturali \u2026 orientati da una politica in grado di capire, scegliere e indirizzare adeguatamente; scegliendo, spiegando e motivando le proprie scelte \u2026<\/p>\n<p>Scomodo volentieri uno dei pi\u00f9 grandi poeti viventi \u2013 Yves Bonnefoy \u2013 che ci racconta, in numerose testimonianze, di essere stato ispirato proprio dal paesaggio italiano; invito gli appassionati a immaginarlo seduto su un muretto nella vecchia piazza del Sale, mentre si guarda intorno, osservando la gente che sale verso il centro, i giovani che ridono, mentre arriva la sera e le poche auto (\u00e8 zona pedonale) si diradano, un refolo di vento indugia tra gli alberi, mentre scende un silenzio antico, che racconta lo spirito di Siena, quell\u2019idea di citt\u00e0 ideale che ha attratto qui visitatori dai quattro canti del mondo e quel turismo di cui tanto si parla e su cui, di questi tempi, tanto si conta. Immagino il vecchio poeta che sgrana gli occhi chiari nel buio e nella notte quieta, tendendo l\u2019orecchio ai sospiri della citt\u00e0 che si assopisce, mentre dall\u2019altro lato della piazza forte e chiaro si alza il rantolo del karaoke.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Silvana Biasutti SIENA. Da anni vivo in terra senese: qui ho amici, conoscenti e addirittura un bel pezzo di famiglia. Dato che sto in campagna, a Montalcino, qualcuno potrebbe ipotizzare che sono qui per via del vino. 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