{"id":16,"date":"2013-01-23T14:47:39","date_gmt":"2013-01-23T13:47:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/2013\/01\/23\/mia-nonna-diceva-sempre-4\/"},"modified":"2013-01-23T14:47:39","modified_gmt":"2013-01-23T13:47:39","slug":"mia-nonna-diceva-sempre-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/mia-nonna-diceva-sempre-4\/","title":{"rendered":"Mia nonna diceva sempre&#8230;"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><strong>di Silvana Biasutti <\/strong><br \/>SIENA. Sommessamente, come si usa dire in questi casi, suggerisco a chi  ha la ventura di leggermi, un esercizio che mi viene  da lontano, dai tempi della mia adolescenza. Qualcuno in famiglia (non  ricordo chi) mi ha consigliato, allora, di guardare con attenzione la  faccia di coloro che venivano indicati come protagonisti di scandali.  Non c&rsquo;era la tv allora e i quotidiani non avevano la forza dirompente  che hanno oggi i media &ndash; nel loro insieme -, le immagini non erano  molte. Ma in questi giorni pre-elettorali, se vi mettete a &ldquo;guardare i  quotidiani&rdquo; e a osservare le facce di chi vi appare fotografato, a mio  parere non avreste nemmeno bisogno di leggere le varie cronache &ndash; per  noi normali, persone medie in tutto o quasi &ndash; squallidamente offensive.<\/div>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify\">\n<p>Non &egrave; necessario leggere gli articoli che dicono dei candidati  corrotti che minacciano, dei sospetti mafiosi, degli onorevoli che  disonorano l&rsquo;aggettivo solo con il loro esistere, dei ministri play boy a  tempo pieno che detengono parti importanti del nostro destino, di chi  occupa con spocchia istituzioni altissime tradendo il mandato.<\/p>\n<p>Non &egrave; necessario leggere ci&ograve; che &egrave; stato scritto: al protagonista  dello scandalo di turno, del fallimento o dell&rsquo;ammanco, delle minacce  pubbliche o delle dimissioni tardive, del reato a sua insaputa, <strong>basta guardargli la faccia<\/strong>,  dimenticando Rolex regolamentare, camicie irreprensibili, cravatte pi&ugrave; o  meno di Marinella, Tasmanian (in estate) o shetland (pi&ugrave; &lsquo;in&rsquo;  dell&rsquo;ormai inflazionato cashmere), eventuali loden (inflazionandi) e  qualche jeans, mogli in tailleur irreprensibili o poltrone che paiono  troni per incoronarsi, persino mazzette di giornali e qualche libro (ma,  si sa, i libri pesano troppo).<\/p>\n<p>Ecco, dimenticate tutto ci&ograve; che &ldquo;dovrebbe fare il monaco&rdquo; e <strong>guardategli solo la faccia<\/strong>,  che &egrave; il luogo dove la vita vissuta, le scelte, il cibo, le donne \/ gli  uomini avuti, i desideri e le paure, le voglie, i soldi, gli obiettivi,  i gioghi, le notti, spesso la cocaina e talvolta anche certi modelli da  fumetto &ndash; tutto questo e tanto altro &ndash; scrivono chi si &egrave; davvero.  Qualcosa che resta a tutti in fondo agli occhi, nelle pieghe intorno  alla bocca, nelle rughe e nel modo di atteggiare l&rsquo;espressione.<\/p>\n<p>Provate a <strong>guardare in fondo agli occhi<\/strong> del sospettato, dell&rsquo;inquisito, dell&rsquo;avvisato, del dimissionato forzato, dell&rsquo;a sua insaputa, e provate a immaginare i suoi pensieri; <strong>&egrave; un esercizio utile per prevedere il futuro.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Silvana Biasutti SIENA. Sommessamente, come si usa dire in questi casi, suggerisco a chi ha la ventura di leggermi, un esercizio che mi viene da lontano, dai tempi della mia adolescenza. 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