{"id":147,"date":"2017-02-06T09:27:04","date_gmt":"2017-02-06T08:27:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/?p=147"},"modified":"2017-02-06T09:27:04","modified_gmt":"2017-02-06T08:27:04","slug":"cosa-cavolo-pensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/cosa-cavolo-pensi\/","title":{"rendered":"Cosa cavolo pensi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Silvana Biasutti<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec \u00e8 vero in campagna abbiamo spesso vita dura.\u00a0Quando si fa questa constatazione il primo mio pensiero\u00a0va al riscaldamento,\u00a0che qui \u2013 negli hamlets (frazioni) di Montalcino \u2013 paghiamo\u00a0pi\u00f9 del doppio di quanto dovremmo. Ma questo \u00e8 un argomento di cui parleremo\u00a0tra breve. Tutto \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 faticoso, in campagna,\u00a0e richiede, da parte dei non nativi, una maggiore applicazione. Mi riferisco a chi, per indole o per necessit\u00e0,\u00a0non pu\u00f2 adagiarsi in un clima contemplativo; penso a chi immigra in campagna pensando di essere e fare ci\u00f2 che era e faceva in una citt\u00e0 mediamente attrezzata.<\/p>\n<p>A questa\u00a0riflessione\u00a0ero gi\u00e0 stata\u00a0costretta, durante un weekend da queste parti, da Luciano (no, non quel Luciano l\u00ec: un altro), che di fronte alle mie motivate proteste davanti allo smantellamento di un pezzo di solido muro a secco, che veniva sostituito da un muro a secco finto (s\u00ec, succede anche questo!), lungo la strada provinciale che collega\u00a0Sant\u2019Angelo in Colle con Montalcino,\u00a0mi\u00a0tenne una durissima predica.<\/p>\n<p>L\u2019idea che\u00a0quel Luciano mi sottopose, quel giorno lontano,\u00a0era la seguente; chi vive in citt\u00e0, tra ascensori, autobus sotto casa, metro, tapis roulant, e cos\u00ec via non capisce che quelli che stanno in campagna hanno una vita quotidiana estremamente pi\u00f9 faticosa e complicata. Che male c\u2019\u00e8 a smontare un pezzo di muro a secco che sar\u00e0 l\u00ec da duecento anni\u00a0a sostenere\u00a0un campo, e sostituirlo con un po\u2019 di cemento ricoperto di pietre sottili \u2013 che secondo Luciano (quel Luciano)\u00a0non erano affatto diverse\u00a0dalle precedenti? \u2013 . Che male c\u2019\u00e8, se ci consente di allargare la\u00a0carreggiata di \u201calmeno venti centimetri\u201d e andare pi\u00f9 veloci?.<\/p>\n<p>La mia risposta fu piuttosto evasiva, perch\u00e9\u00a0si capiva che era una battaglia persa. Ma inviai ugualmente una lettera\u00a0con allegate foto a Italia Nostra. La cosa fin\u00ec all\u2019italiana, perch\u00e9 finirono i soldi e accanto al solido muro a secco\u00a0c\u2019\u00e8 un pezzo di muro finto a secco che ora cerca di essere all\u2019altezza. Quella volta io a quel\u00a0Luciano diedi una risposta che mi sembrava \u2018intelligente\u2019 e che si basava pure su\u00a0dati veri. Gli feci osservare che le strade pi\u00f9 larghe, di scorrimento,\u00a0si fanno nei posti\u00a0che non vale la pena vedere, dove non ci si ferma: si va oltre. Ma era come parlare a un \u2026 muro di cemento.<\/p>\n<p>Vado spesso a camminare: mi piace farlo quando so di non incontrare\u00a0gente. Non \u00e8 difficile in questa stagione in cui chi lavora sta rintanato\u00a0nella\u00a0propria attivit\u00e0 e le comitive (si fa per dire) di manovali che vengono da lontano stanno nei campi\u00a0appena spunta il sole.<\/p>\n<p>Camminare a tu per tu\u00a0con la natura \u00e8 faticoso, perch\u00e9 obbliga a vedere quello che c\u2019\u00e8\u00a0e a\u00a0farci i conti, magari\u00a0trarre conclusioni (talvolta amare) sulla nostra\u00a0lontananza dalla (chiamiamola cos\u00ec)\u00a0possibile verit\u00e0 delle cose. Fa anche riflettere sulle scelte che sovente rivelano una lontananza dall\u2019idea di paesaggio, che pure dovrebbe essere\u00a0ben presente nei pensieri di amministratori che devono mettere in moto il \u201cmotore Italia\u201d, e il paesaggio \u2013 soprattutto in questi luoghi, dove c\u2019\u00e8\u00a0\u2013 \u00e8 uno dei valori pi\u00f9 ricercati\u00a0dai visitatori (soprattutto da quelli che non praticano il \u201cmagna e fuggi\u201d).<\/p>\n<p>Io cammino e passo dopo passo\u00a0riconosco deiezioni e rifiuti, spesso li\u00a0seguo, giorno dopo giorno,\u00a0nel loro lento decomporsi; manco fossi una Sherlock Holmes nostrana\u00a0potrei\u00a0raccontare la loro storia e spesso\u00a0risalire agli autori e alle origini. Colgo i segni e spesso mi accorgo di qualche cambiamento\u00a0in preparazione. Per esempio, alcuni segni verdi, fosforescenti (numeri, tacche, indicazioni) su un breve tratto d\u2019asfalto che mi capita di attraversare,\u00a0li ho scorti quasi subito; poi li ho osservati meglio e mi sono ricordata di \u201cquel\u201d Luciano e di quello che mi aveva detto cos\u00ec tanti anni fa a proposito dei muri a secco (e la foto ce l\u2019ho ancora).<\/p>\n<p>Ho pensato che le Province non ci sono pi\u00f9, o forse ci sono ancora, ma non hanno i\u00a0soldi per fare quello che dovrebbero (e saprebbero) fare, ad esempio curare le strade che sono ridotte a una metafora delle condizioni dell\u2019Italia. Per\u00f2, poi ho continuato a riflettere, l\u2019Europa (che ci piace a correnti alterne) c\u2019\u00e8 ancora. Quell\u2019Europa che ogni tanto eroga dei fondi, che a volte servono a fare cose meravigliose, altre \u2013 troppe \u2013 a fare quelle che in giovent\u00f9 chiamavo vaccate. Uno dei progetti per cui\u00a0l\u2019Europa (mi risulta) stanzia fondi \u00e8 quello delle rotonde,\u00a0raramente indispensabili, talvolta\u00a0usati dai Comuni per corroborare il bilancio.\u00a0Ho rimuginato per giorni su quei segni che mi sembrano allarmanti, e lo sono perch\u00e9 stanno in mezzo a un bellissimo paesaggio, nel piccolo\u00a0bivio che porta a\u00a0Sant\u2019Angelo, se giri a sinistra, e verso la Maremma tirando dritto.<\/p>\n<p>Dominato da due bei poderi che \u2018narrano\u2019 il lavoro e la civilt\u00e0 dei luoghi, quel punto del paesaggio d\u00e0 l\u2019accesso a Sant\u2019Angelo, tra olivete, una vigna, e un\u2019apertura verso la valle davvero unica. Un colpo d\u2019occhio che nessuno sano di mente penserebbe di deturpare con una rotonda. <strong>Poi mi sono riscossa da questa brutta riflessione e mi sono detta :\u201dma\u00a0cosa cavolo pensi?\u201d.\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Silvana Biasutti S\u00ec \u00e8 vero in campagna abbiamo spesso vita dura.\u00a0Quando si fa questa constatazione il primo mio pensiero\u00a0va al riscaldamento,\u00a0che qui \u2013 negli hamlets (frazioni) di Montalcino \u2013 paghiamo\u00a0pi\u00f9 del doppio di quanto dovremmo. Ma questo \u00e8 un argomento di cui parleremo\u00a0tra breve. 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