{"id":142,"date":"2016-08-17T17:00:01","date_gmt":"2016-08-17T15:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/?p=142"},"modified":"2016-08-15T17:19:40","modified_gmt":"2016-08-15T15:19:40","slug":"la-scema-del-villaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/la-scorzonera-fragilis\/la-scema-del-villaggio\/","title":{"rendered":"La scema del villaggio"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Silvana Biasutti<\/strong><\/p>\n<p>SIENA. Trovo sul Corriere della Sera un articolo d\u2019annata (1964) sul Ferragosto a Milano, a firma di Dino Buzzati. Mi torna in mente la sera in cui l\u2019avevo conosciuto \u2013 Dino Buzzati -, a cena al Gourmet ristorante \u2013 evento, aperto in via Torino, a Milano,\u00a0non ricordo pi\u00f9 da quale societ\u00e0, in nome di una centralit\u00e0 dell\u2019enogastronomia intuita con sagacia\u00a0eccessivamente precoce da\u00a0qualcuno\u00a0di cui ho\u00a0ricordi nebulosi.\u00a0Il luogo era elegante, con tavoli\u00a0rotondi, un po\u2019 troppo grandi per una vera conversazione.<\/p>\n<p>Ne scrivo perch\u00e9 tra i tanti intellettuali, saggisti e poeti, narratori e giornalisti che mi \u00e8 capitato di incontrare per parlare di libri, Buzzati l\u2019avevo incontrato per\u00a0discutere di pubblicit\u00e0 e pianificare un strategia. A tavola eravamo in tre:\u00a0Antonio Scanziani \u2013 nostro ospite e mio capo, nell\u2019agenzia di pubblicit\u00e0 dove\u00a0ero art director, Dino Buzzati e\u00a0la sottoscritta. Oggi, mentre scorrevo l\u2019articolo, pensavo al singolare modo di risparmiare del management del Corsera (stanno riempiendo, ogni giorno, pagine su pagine con\u00a0articoli\u00a0d\u2019antan di giornalisti defunti) e mentre mi ripromettevo di smettere di leggere il vecchio quotidiano \u2013 soprattutto di acquistarlo! \u2013 mi \u00e8 venuto in mente che dei tre seduti quella sera a cena (1968?)\u00a0al Gourmet, ero l\u2019unica superstite. Antonio Scanziani infatti \u00e8 morto \u2013 lasciandomi delusa perch\u00e9\u00a0era figlio di centenari \u2013 qualche mese fa; in sospeso avevamo un incontro pianificato e rimandato negli ultimi anni, numerose volte.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se non annotavo qui (e l\u00e0) le ragioni di quell\u2019incontro, nessuno ne avrebbe mai conosciuta la ragione. Scanziani era un uomo straordinario;\u00a0figlio di Piero \u2013 scrittore, saggista e uomo volitivo e coltissimo \u2013\u00a0aveva aperto\u00a0(e qualche volta chiuso) agenzie di pubblicit\u00e0, con soci (Claudio Maria Masi de Vargas Machuca e Bragadin) e senza soci. Aveva avuto (avevamo) clienti straordinari, creativi brillanti (tra cui la sottoscritta) e un intuito ineguagliato, prima durante e dopo di lui. Tra i clienti, l\u2019immobiliare Pedroni, che stava lanciando Milano San Felice, progettata da Luigi Caccia Dominioni e Vico Magistretti. Ho ancora i\u00a0lay out e le bozze di un corposo d\u00e9pliant, datato ma storicamente prezioso,\u00a0dato agli agenti che vendevano gli immobili ai milanesi pi\u00f9 sensibili a uno \u2018stile di vita\u2019 futuribile, oggi imploso e riservato agli asiatici che lavorano nelle multinazionali\u00a0della\u00a0fottuta globalizzazione.<\/p>\n<p>La cena con Buzzati era frutto della visione di Scanziani che lo aveva arruolato per scrivere una serie di articoli sul \u201cvivere in citt\u00e0 con il gusto della campagna\u201d.\u00a0E\u2019 proprio cos\u00ec: sono passati quasi cinquant\u2019anni da quella cena e oggi qualcuno usa lo stesso \u2018claim\u2019, anche se si sono ormai dissolte le ragioni per farlo.<\/p>\n<p>Quando ho letto il breve reportage di Urbano Cairo che ora ha conquistato la maggioranza nel Corriere e mi \u00e8 venuto in mente il primo pranzo (\u2018colazione\u2019, diciamo a Milano) di lavoro con lui,\u00a0diventato nuovo capo dei venditori di spazi\u00a0pubblicitari\u00a0dopo l\u2019uscita di Lorenzo Pellicioli; ho ricordato anche la domanda che mi aveva posto, entrando quel suo primo giorno, nel ristorante della Mondadori, dove portavamo gli ospiti.<\/p>\n<p>L\u2019ho empiricamente ricollegata alla mia cena con Dino Buzzati e Scanziani, cos\u00ec tanti anni fa, perch\u00e9 Buzzati, pur essendo un grande, \u2018non se la tirava\u2019 come si usa dire e contribu\u00ec, con creativit\u00e0 e\u00a0senso del marketing, a costruire una prima pagina de \u201cIl Giorno\u201d redazionale, per promuovere questo nuovo stile campagnolo in citt\u00e0 (Caccia Dominioni aveva addirittura immaginato\u00a0\u2013 e preteso \u2013 \u00a0un gregge pascolante al centro del complesso). Quanto a Cairo \u2013 di cui Berlusconi amava raccontare vita e miracoli (!), con particolari succosi\u00a0-,\u00a0quel giorno, trent\u2019anni dopo la mia cena con Buzzati,\u00a0entrando come mio ospite al ristorante Mondadori di cui dicevo prima, sbattendo le palpebre un po\u2019 intimidito, mi\u00a0chiedeva se \u201cqui ci sono degli scrittori, seduti ai tavoli?\u201d.<\/p>\n<p>Ripensavo a questi incontri, e alla mia vita in campagna\u00a0ricca di bellezze naturali e non priva di delusioni, alla mia pervicace e stupida attenzione per la raccolta differenziata, l\u2019imbestialimento che mi prende constatando l\u2019indifferenza verso la sporcizia che\u00a0nasconde la bellezza delle pietre, il tappeto di osceni mozziconi di sigaretta\u00a0che gli\u00a0insensibili si ostinano a lasciare in terra, i disgustosi kleenex usati che si annidano tra le fresche erbe profumate,\u00a0il pattume fisico e morale che pesa sull\u2019anima\u00a0di chi si ricorda di avercene una. Ripensavo all\u2019assenza di idee e all\u2019idea di assenza di\u00a0pensiero che\u00a0pu\u00f2 cogliere\u00a0a tradimento e ho capito di essere la scema del villaggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Silvana Biasutti SIENA. Trovo sul Corriere della Sera un articolo d\u2019annata (1964) sul Ferragosto a Milano, a firma di Dino Buzzati. 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