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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Un venerdì nero

Wall Street termina una settimana complicata con una seduta piuttosto pesante, trascorsa nel tentativo solo di evitare un bilancio finale ancora più penalizzante.

Il leit-motiv della seduta è stato inizialmente l’andamento molto negativo di alcuni mercati europei, in particolare di quello italiano e spagnolo, e gli effetti della pubblicazione del dato sull’inflazione negli Stati Uniti nel mese di maggio, uscito ben al di sopra delle attese, già assai elevate.

Lo S&P500 ha difeso strenuamente il supporto a 3.900 punti, cercando di rimbalzare diverse volte durante la giornata, ma è scivolato in chiusura (-2,9%) proprio su quel livello.

Ancor più pesante l’andamento del Nasdaq (-3,5%) zavorrato da Amazon e Nvidia che perdono quasi il sei per cento, Microsoft e Facebook entrambe in calo del 4,5%.

Russell 2000 e Dow Jones lasciano sul terreno entrambi il 2,7% con quest’ultimo che perde quasi 900 punti.

VIX in rialzo di oltre sei punti percentuali a 27,7 punti.

Sul mercato obbligazionario si impennano i rendimenti con il Tbond che termina al 3,16%, in rialzo di undici punti base.

Giornata movimentata anche per i due principali metalli preziosi – oro ed argento – che partono in forte ribasso e rimbalzano in scia al dato sull’inflazione americana. Il metallo più nobile guadagna oltre un punto percentuale, mentre l’argento termina poco sopra la parità rispetto alla chiusura precedente recuperando una caduta iniziale di oltre due punti percentuali.

Petrolio in lieve calo (-1%) a 120,5 dollari al barile, dopo un minimo intraday fino a $118.

Sul mercato valutario il dollaro guadagna ancora un’altra intera figura salendo fino a 1,052 nei confronti della moneta unica e si inerpica fino a 134,5 nei confronti dello yen. Notevole apprezzamento, invece, del rublo russo (+4%) che torna a 57 nei confronti del biglietto verde.

Fonte MarketInsight

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