Partenza poco mossa a Wall Street, al termine di una settimana volatile in cui il sentiment è stato appesantito dai timori legati alla risalita dei rendimenti obbligazionari in scia a un’accelerazione dell’inflazione.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna lo 0,3%, rimbalzando timidamente in seguito al calo del 3% registrato ieri. Lo S&P 500, invece, cede lo 0,1% e il Dow Jones lo 0,4%.
Il clima sui mercati oggi sembra essersi rasserenato dopo la nuova impennata dei rendimenti dei Treasuries di ieri, con il rendimento del Tbond poco mosso all’1,72% dopo aver toccato giovedì un picco dell’1,75% per la prima volta da gennaio 2020.
Lo yield del biennale americano, invece, si mantiene allo 0,15% e quello del trentennale al 2,45%, sui massimi da agosto 2019.
L’approccio tollerante sull’inflazione annunciato mercoledì dalla Federal Reserve aveva innervosito i mercati innescando un nuovo sell-off sui bond, sulle attese che la diponibilità della banca centrale Usa a lasciar surriscaldare l’economia possa causare pressioni inflazionistiche.
Intanto sul Forex il biglietto verde si rafforza nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro tornato sotto quota 1,19. Il dollaro/yen viaggia in area 109, dopo che la Bank of Japan ha dichiarato che acquisterà solo Etf collegati all’indice Topix.
L’istituto nipponico ha anche affermato che lascerà il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni muoversi più liberamente intorno al suo obiettivo zero, in un intervallo compreso tra -0,25% e +0,25%. Un target messo per iscritto per la prima volta.
Tra le materie prime in ribasso le quotazioni del greggio, che si avviano a registrate il peggior calo settimanale da ottobre in scia ai timori che i recenti guadagni siano stati troppo rapidi in un contesto in cui permane incertezza sull’outlook della domanda di petrolio nel breve termine.
Il Brent cede lo 0,5% a 63 dollari e il Wti lo 0,3% a 59,8 dollari, dopo aver messo a segno una serie di cinque sedute consecutive in calo, peggior striscia negativa da oltre un anno, culminata con il crollo di oltre il 7% di ieri.
Attenzione, infine, agli effetti del cosiddetto ‘giorno delle quattro streghe’ che vede la scadenza contemporanea di futures e opzioni su indici e azioni, innescando un possibile incremento della volatilità.
Fonte MarketInsight



