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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Temono il dato sull’inflazione

Wall Street tenta inizialmente una resistenza cercando di limitare i danni, malgrado le difficoltà dei mercati europei.

Tuttavia, con il trascorrere delle ore, gli indici cominciano ad appesantirsi e terminano sui minimi intraday concludendo una giornata pesante e sempre in rosso.

Alla base del “mood” negativo, oltre alle dichiarazioni della BCE ed alle nuove restrizioni anti-Covid introdotte da Pechino in alcuni territori domestici, anche e soprattutto i timori per il dato sull’incremento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti nel mese di maggio che sarà pubblicato oggi e che si prevede ancora molto elevato.

Il peggior listino risulta il Nasdaq (-2,7%) che subisce le performance negative di Facebook (-6,4%), Amazon (-4,1%) ed Apple (-3,6%), solo per citare i titoli peggiori.

Pesanti anche gli altri indici con lo S&P500 che perde il 2,4%, il Russell 2000 il 2,1% ed il Dow Jones l’1,9%.

VIX in deciso rialzo (+8%) a 26,1 punti.

Sul mercato obbligazionario continua la risalita dei rendimenti con il Tbond che termina al 3,05%, in rialzo di due punti base.

Giornata difficile anche per i due principali metalli preziosi – oro ed argento – con il primo che cede mezzo punto percentuale ed il secondo due, appesantiti entrambi anche dal rafforzamento del dollaro.

Petrolio in lieve calo (-1%) a 121 dollari al barile.

Sul mercato valutario il dollaro cede un’intera figura a 1,062 nei confronti della moneta unica, mentre resta stabile rispetto allo yen giapponese a 134. In difficoltà anche la lira turca che scivola oltre quota 17 nei confronti del biglietto verde.

Fonte MarketInsight

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