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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Soffre la tecnologia

Wall Street apre la nuova ottava con un andamento contrastato condizionato in parte dal continuo rialzo sia del petrolio che dei rendimenti obbligazionari. Questi ultimi penalizzano il Nasdaq che chiude in ribasso di mezzo punto percentuale e al di sotto della soglia psicologica dei 15.000 punti.

In ribasso anche lo S&P500 (-0,3%), mentre sale il Dow Jones (+0,2%), il quale tuttavia fallisce il superamento di quota 35.000 punti. In completa controtendenza il Russell 2000 che guadagna invece l’uno e mezzo per cento.

Tra i titoli tecnologici cedono tutti i principali, da Apple a Microsoft, di circa un punto percentuale mentre avanza Tesla (+2,5%) che torna a sfiorare quota 800 dollari sfruttando l’aumento dei prezzi dell’energia.

Il VIX interrompe la discesa ed avanza fino a 18,75 punti (+6%).

Prosegue, ormai da una settimana, dopo l’ultima riunione della Federal Reserve, la risalita dei rendimenti obbligazionari su tutta la scadenze della curva dei tassi. Il titolo a due anni ritorna ai livelli del marzo 2020, il decennale supera la soglia dell’1,5%, fermandosi all’ 1,49% in rialzo di tre punti base, mentre il trentennale supera il livello del 2%, per la prima volta da febbraio.

Altra falsa partenza per i metalli preziosi con oro ed argento che a metà seduta cedono posizioni poi recuperate nel finale con il metallo meno nobile che avanza di un punto e mezzo percentuale.

Ennesimo balzo del petrolio (+2%) che sale a 75,5 dollari al barile e del gas naturale (+5%).

Sul mercato valutario, prosegue il rafforzamento del dollaro che inverte la rotta e termina a 1,1695 nei confronti della moneta unica.

Fonte MarketInsight

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