Wall Street mette a segno una seduta incerta ed in progressivo deterioramento. In apertura i tre indici principali tengono le posizioni del giorno precedente, mentre solo il Russell appare debole iniziando a scendere già di un punto percentuale in attesa dell’audizione sia di Powell che della Yellen a metà giornata.
I due pesi massimi dell’economia americana non riescono, tuttavia, a rassicurare i mercati che scivolano ulteriormente nel tardo pomeriggio e portano tutti i listini ad una chiusura negativa, non molto lontana dai minimi intraday.
Il bilancio della seduta registra il Russell in calo del 1,8%, il Nasdaq l’1,1%, il Dow Jones lo 0,9% e lo S&P500 lo 0,8%.
Vola il VIX che guadagna oltre il sette per cento risalendo poco oltre quota 20 punti, dopo un massimo intraday fino a 21,6.
L’effetto Powell si è visto solo sul mercato obbligazionario che beneficia di un calo dei rendimenti con il Tbond che cede cinque punti base terminando al 1,63%. Sulla discesa ha forse influito più un “flight to safety” dall’azionario piuttosto che le rassicurazioni del banchiere centrale e del ministro del Tesoro.
Giornata nera, al contrario, per le materie prime ma solo per i metalli mentre quelle agricole tengono ed in alcuni casi salgono come il frumento e la soia che avanzano entrambi di oltre un punto centrale.
Nuovo crollo del petrolio (-6,7%) a 57,5 dollari al barile su timori per un calo dei consumi in vista dei nuovi lockdown europei.
Scendono sensibilmente anche argento e rame, entrambi in calo del 2,7%, mentre tiene l’oro che retrocede solo dello 0,7%.
La tensione sui mercati favorisce il dollaro che sale a 1,185 nei confronti della moneta unica.
Fonte MarketInsight





