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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Sfuma il rimbalzo

Wall Street trascorre un’altra giornata con un’elevata volatilità la quale, tuttavia, non traspare nell’esito finale degli indici che registrano invece un’oscillazione intraday di tre punti percentuali tra minimi e massimi.

Lo S&P500 parte infatti in calo dell’uno per cento bucando al ribasso la quota dei 4.200 punti. Nel corso della seduta reagisce ed arriva fino a 4.280 (+2%), ma annulla il guadagno e termina a 4.170 (-0,7%), non distante dai minimi intraday.

Ribassi anche per il Nasdaq (-0,3%) e per il Dow Jones (-0,6%), mentre il Russell 2000 (+0,6%) chiude in controtendenza.

VIX in ribasso (-4%) a 35,1 punti.

Scattano al rialzo i rendimenti obbligazionari con il  decennale governativo (Tbond) che si apprezza di undici punti base terminando al 1,86%.

Prosegue, senza sosta, anche la verticale salita di tutte le materie prime, che scarseggiano sui mercati mondiali a causa dell’estensione del conflitto bellico in Ucraina e delle reciproche sanzioni emanate da i due blocchi economici in contesa.

Il petrolio (+6%) chiude poco al di sopra dei 125 dollari al barile, dopo un balzo fino a $130.

Tra i metalli preziosi da registrare il nuovo record assoluto dell’oro (+3%) che supera il massimo storico dell’agosto 2020. In gran denaro anche l’argento (+5%) ed il platino (+3%).

Tra le materie agricole, il frumento ferma la sua corsa dopo oltre dieci sedute consecutive di rialzo che complessivamente hanno superato oltre il cinquanta per cento.

Sul mercato valutario, il dollaro rallenta la sua marcia di rafforzamento e scivola a 1,09 nei confronti della moneta unica.

Fonte MarketInsight

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