Si chiude la peggiore settimana da ottobre per il listino tecnologico e da cinque anni per quello obbligazionario, al pari dell’oro.
Si smorza anche il tentativo di recupero degli indici nell’ultima seduta settimanale con il Dow Jones che lascia sul terreno un punto e mezzo percentuale scendendo al di sotto di quota 31.000 punti. In ribasso anche lo S&P500 (-0,5%), mentre avanzano sia Nasdaq (+0,6%) che Russell 2000 (+0,3%) chiudendo tuttavia più vicini ai minimi che ai massimi intraday.
VIX in ribasso di tre punti percentuali a quota 28, dopo un massimo a 30,8.
Il bilancio della scorsa ottava registra un calo del Nasdaq del 4,9%, il secondo consecutivo, e del 2,4% per lo S&P500. Più contenuto il ribasso del Dow Jones (-1,8%), contabilizzato quasi tutto nell’ultima seduta.
Ancora negativa Tesla, che nelle cinque scorse sedute ha ceduto il quattordici per cento. Gamestop, la società prediletta dai daytraders, è scesa nel finale ma ha comunque registrato un incremento del 150% nello stesso periodo.
Settimana sull’ottovolante anche per il mercato obbligazionario. Nell’ultima seduta il rendimento del Tbond ha ceduto dodici punti base scendendo al 1,39%, ben lontano dall’1,5% dell’apertura e dal picco dell’1,6% di giovedì. Tuttavia, nella scorsa ottava è comunque salito di sei punti base.
Doccia fredda sia per i metalli preziosi che per tutte le materie prime, sia industriali che agricole, la prima dopo una corsa di quasi un anno.
Oro e argento cedono quasi il tre per cento, mentre il rame ed il palladio oltre quattro.
Prima seduta di calo anche per il petrolio (-3%) che termina a 61,6 dollari al barile.
Sul mercato valutario, la paura rafforza il dollaro che sale a 1,207 nei confronti della moneta unica.
Fonte MarketInsight




