Il record imprevisto del gigante delle vendite online consente al Nasdaq di chiudere positivo (+0,2%) realizzando anch’esso un nuovo massimo storico e di dimezzare le perdite degli altri indici, i quali a metà seduta cedevano quasi un punto percentuale mentre la discesa del Russell 2000 superava il due per cento.
Il bilancio finale vede lo S&P500 in calo solo dello 0,2%, il Dow Jones dello 0,6% ed il Russell 2000 dell’1,2%.
Tra i titoli tecnologici prosegue la corsa record di Nvidia (+1%), mentre Apple (+1,5%) si riavvicina anch’essa al suo massimo storico. Tesla cede invece quasi tre punti percentuali.
VIX in forte rimbalzo di nove punti percentuali a 16,45 punti, dopo aver siglato un massimo in apertura a 18 punti (+15%).
Sul fronte obbligazionario, crollano i rendimenti sulla scadenza decennale di ben nove punti base al 1,34%.
Tra le materie prime, il petrolio tenta inizialmente l’allungo fino a $77, ma poi scivola in chiusura (-1,8%) a $75,3 dollari al barile.
Anche il rame cede un punto percentuale, dopo averne guadagnato oltre due in apertura.
Crollano tutte le materie prime agricole, indistintamente, dal frumento alla soia che si inabissano di sei punti percentuali fino al mais (-8%). Meno pronunciata, invece, la discesa del caffè (-3%).
Tra i metalli preziosi l’argento tenta un iniziale rimbalzo (+2%) sfiorando i $27, ma chiude in calo (-1%) poco al di sopra dei 26 dollari l’oncia. L’oro mantiene invece la sua intonazione positiva, ma nel finale non riesce a tenere la quota psicologica dei $1.800.
Dollaro in ulteriore rafforzamento nei confronti della moneta unica a 1,182.
Fonte MarketInsight





