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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Reagiscono bene (Nasdaq +0,9%) al crollo delle materie prime

Mercati azionari americani molto resistenti grazie alla forza del listino tecnologico che sfiora per un paio di volte il massimo storico dello scorso aprile, in virtù delle performance di Nvidia (+4%) ed Amazon (+2%).

La seduta resta molto nervosa con gli indici che cambiano direzione frequentemente, ma resistono granitici davanti al crollo di tutte o quasi le materie prime, penalizzate sia dalla forza del dollaro che dalle dichiarazioni meno accomodanti della Fed del giorno precedente.

Lo S&P500 chiude invariato, mentre continua il momento di debolezza sia del Dow Jones (-0,6%) che del Russell 2000 (-1,2%).

VIX in calo del due per cento a 17,75 punti, dopo una partenza in calo fino a 16,7.

Scendono anche i rendimenti obbligazionari con la scadenza decennale che scivola di cinque punti base al 1,52%.

Giornata nera, invece, per molte materie prime dai metalli preziosi ai ferrosi fino alle materie agricole tutte investite da un flusso di vendite incontrollato. Nell’ordine oro ed argento cedono rispettivamente il quattro ed il sei per cento, il rame il cinque, al pari del legno ormai in caduta libera da metà maggio. Cedono di schianto anche il palladio (-11%) ed il platino (-6%).

Tra le materie prime agricole si inabissa la soia (-8%), mentre il mais perde il cinque per cento; frumento, caffè e zucchero tutti il tre.

Tiene solo il petrolio che cede fino al tre per cento scendendo per qualche minuto anche sotto i 70 dollari al barile, ma poi risale a $71 (-1,7%) in chiusura.

Prosegue il “flight to safety” verso il dollaro che si spinge fino a 1,1895 nei confronti della moneta unica.

Fonte MarketInsight

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