I futures sull’azionario Usa cedono l’1,5-1,8%, preannunciando una partenza in calo a Wall Street in un clima che si conferma volatile tra le preoccupazioni che gli interventi restrittivi delle banche centrali per contrastare l’inflazione provochino una recessione.
Chiusura in rialzo ieri per i principali indici americani, alla riapertura dopo la pausa per festività di lunedì e rimbalzando dopo aver archiviato la peggiore settimana da marzo 2020. Il Nasdaq ha guadagnato il 2,5%, lo S&P 500 il 2,4% e il Dow Jones il 2,1%.
Lo S&P 500 è impostato per il suo peggior primo semestre dalla presidenza di Richard Nixon, con una perdita nel 2022 del 21%, il peggior inizio anno dal 1970 secondo i dati di Bloomberg.
Tra gli investitori permane lo scetticismo circa l’outlook per gli asset rischiosi. I pronostici di Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno messo in guardia sulla possibilità che l’azionario subisca ulteriori perdite per scontare completamente il rischio di una recessione.
L’attenzione degli investitori oggi è tutta rivolta al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che presenta il rapporto sulla politica monetaria davanti nella sua audizione semestrale alla commissione Bancaria del Senato Usa.
Cresce inoltre l’attesa per l’esito degli stress test sulle 34 principali banche americane che si conoscerà domani. In base ai risultati degli esami sul capitale, a partire da lunedì prossimo le banche Usa potranno annunciare al mercato la distribuzione dei dividendi e soprattutto i corposi piani di buy back azionari.
Fonte MarketInsight



