I futures sull’azionario Usa scambiano in rosso, invertendo la rotta rispetto ai guadagni della mattinata e preannunciando una partenza negativa a Wall Street dopo i dati sull’inflazione statunitense superiore alle attese.
Ieri i principali indici americani hanno chiuso in ribasso, fallendo ogni tentativo di recupero e scivolando nel finale non lontano dai minimi intraday. S&P 500 e Nasdaq hanno perso lo 0,9% e il Dow Jones lo 0,6%.
A giugno i prezzi al consumo sono cresciuti dell’1,3% su base mensile (+1,1% il consensus) e del 9,1% su base annua (+8,8% il consensus), accelerando rispetto al +1% e al +8,6% del mese precedente.
L’indice core, escluso le componenti più volatili come alimentati ed energia, ha evidenziato un +0,7% su base mensile e un +5,9% su base annua, dal +0,6% e dal +6% di maggio, superando anche in questo caso le previsioni.
Il rapido inasprimento della politica monetaria negli Stati Uniti e in altri Paesi per contrastare le crescenti pressioni inflazionistiche sta alimentando le preoccupazioni per la crescita, innervosendo i mercati.
Il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey ha aperto ad incrementi più marcati del costo del denaro per riportare l’inflazione sotto controllo, mentre Corea del Sud e la Nuova Zelanda hanno aumentato ulteriormente i tassi.
Intanto, il Fondo monetario internazionale ha tagliato le proiezioni di crescita per l’economia statunitense e ha sottolineato che un aumento generalizzato dei prezzi pone “rischi sistemici” a livello globale.
Il tutto in attesa dell’inizio della nuova stagione delle trimestrali che prenderà il via, come di consueto, con i risultati delle grandi banche a stelle e strisce, per avere maggiori indicazioni su come le aziende stanno affrontando l’inflazione e i timori di recessione.
Fonte MarketInsight



