Partenza senza direzione precisa a Wall Street dopo la pausa di ieri per la festività dell’Indipendenza e in un mercato che valuta le implicazioni del mancato accordo dell’Opec+ sui livelli produttivi dei prossimi mesi.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna lo 0,3%, il Dow Jones cede lo 0,2% e lo S&P 500 oscilla poco sotta la parità (-0,02%).
L’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha nuovamente rinviato, questa volta a data da destinarsi, i colloqui per trovare un’intesa sul graduale incremento dell’offerta, complice soprattutto le tensioni tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Uno stallo che alimenta il rischio di una nuova guerra sui prezzi in caso di ulteriore escalation del conflitto, facendo temere un ulteriore aumento dei costi dell’energia e, di conseguenza, delle pressioni inflazionistiche sull’economia globale.
L’attenzione degli operatori è rivolta, inoltre, sulle minute della Federal Reserve che verranno diffuse domani e che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla svolta hawkish dell’ultimo meeting del Fomc.
Intanto sul Forex il biglietto verde recupera terreno nei confronti della moneta unica, con il cambio euro/dollaro in discesa a 1,183 dal picco intraday poco sotto quota 1,19 dopo la lettura deludente dell’indice Zew tedesco stamane.
Il cambio dollaro/yen viaggia a 110,75, mentre la sterlina è sostanzialmente stabile a 1,384 sul dollaro dopo aver toccato un massimo di giornata in area 1,9 dopo che il Regno Unito ha annunciato l’intenzione di porre fine alle restrizioni anti Covid a partire dal prossimo 19 luglio.
Tra le materie prime, lo stallo delle trattative dell’Opec+ ha spinto il greggio su nuovi massimi pluriennali, salvo poi ritracciare con il Brent (-1,5%) a 76 dollari e il Wti (-0,4%) a 74,9 dollari.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano arretra all’1,41%, mentre il tasso sul biennale si mantiene allo 0,24%.
Fonte MarketInsight




