Partenza debole a Wall Street, con l’attenzione dei mercati puntata sul voto in Georgia e dopo che i dati Adp di dicembre hanno evidenziato un calo inatteso dell’occupazione americana per la prima volta da aprile.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1,2%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Dow Jones lo 0,1%.
Il focus dei mercati resta sul testa a testa in Georgia, che deciderà chi prenderà il controllo del Senato Usa, con una vittoria dei Democratici che assicurerebbe la maggioranza in entrambi i rami del Congresso.
Una prospettiva che secondo gli operatori porterebbe a maggiori stimoli economici e una regolamentazione più stretta su alcuni settori come quello tech, spingendo una rotazione settoriale dai tecnologici verso i titoli più ciclici.
In rosso, infatti, in avvio i colossi tech come Apple (-2,6%), Facebook (-3,2%), Amazon (-2,5%), Microsoft (-2,5%) e Alphabet (-2%). Ben intonati, invece, i titoli più ciclici come quelli delle costruzioni, sulle aspettative di maggiori investimenti pubblici nelle infrastrutture, e i bancari, in scia al rialzo dei rendimenti.
Il tasso sul Tbond, infatti, è salito oltre l’1% per la prima volta da marzo, sulle previsioni che una maggiore spesa per nuovi stimoli verrà finanziata con maggiori emissioni di bond e rendimenti più alti sulla parte lunga della curva. Poco mosso il rendimento del biennale americano allo 0,13%.
Sul fronte macro, i numeri Adp hanno evidenziato a dicembre un calo degli impieghi nel settore privato Usa di 123 mila unità, rispetto all’incremento di 75 mila unità previsto dal consensus e alla crescita di 304 mila unità di novembre.
Intanto sul Forex il biglietto verde ha recuperato dai minimi di giornata, in attesa dell’uscita questa sera dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. Il cambio euro/dollaro si mantiene in area 1,23, mentre il dollaro/yen risale a 103,2.
Tra le materie prime, infine, le quotazioni del greggio si mantengono sui massimi da febbraio 2020 con il Brent (+0,4%) a 53,8 dollari e il Wti (+0,1%) a 50 dollari, dopo che l’Arabia Saudita ha annunciato la decisione volontaria di tagliare la produzione e i dati Api hanno mostrato un calo delle scorte la scorsa settimana.
Fonte MarketInsight




