Partenza debole a Wall Street, in attesa della pubblicazione domani del dato chiave sull’inflazione statunitense. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede l’1% e lo S&P 500 lo 0,3%, mentre il Dow Jones resiste sulla parità (-0,03%).
Ad appesantire il listino tecnologico contribuisce il settore dei semiconduttori, complici i risultati inferiori alle attese diffusi ieri da Nvidia (-3% in avvio) e le cupe previsioni fornite dal chipmaker Micron Technology (-2,9% in avvio).
Cresce l’attesa per il report sui prezzi al consumo Usa, che contribuirà a formulare le aspettative su quanto dovrà essere aggressiva la stretta della Fed e su quanto sia realistica l’ipotesi di un cambiamento di politica monetaria il prossimo anno con un taglio dei tassi.
Il focus degli operatori è sulla possibilità che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco a giugno, con gli economisti che prevedono un rallentamento della crescita del carovita lo scorso mese negli Stati Uniti.
Il Job Report superiore alle attese diffuso la scorsa settimana ha alleviando i timori di recessione, attenuando però al contempo l’ottimismo su un possibile rallentamento nel ritmo dei rialzi del costo del denaro da parte della Fed.
Dall’altra parte, il sentiment è sostenuto dalle indicazioni incoraggianti provenienti dalla stagione delle trimestrali, con oltre l’80% delle società dello S&P 500 che hanno presentato i conti fino ad ora che hanno riportato risultati migliori o in linea alle previsioni.
Intanto sul Forex il biglietto verde si indebolisce nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro risalito a 1,024 e il dollaro/yen sostanzialmente stabile in area 135.
Tra le materie prime in rialzo le quotazioni del greggio con il Brent (+0,9%) a 97,5 dollari e il Wti (+1%) a 91,7 dollari, recuperando le perdite della mattinata influenzate anche dagli ultimi progressi nei colloqui per il rilancio dell’accordo sul nucleare iraniano.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano risale di circa tre punti base al 2,79% e quello del biennale di circa cinque punti base al 3,25%.
Fonte MarketInsight




