Partenza debole a Wall Street. nell’ultima seduta di una settimana di ribassi per l’equity in scia alla prospettiva di una stretta monetaria aggressiva da parte della Federal Reserve. Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq cede lo 0,6% e lo S&P 500 lo 0,2%, mentre il Dow Jones guadagna lo 0,1%.
I mercati sono ancora intenti a valutare i messaggi restrittivi della Fed, i nuovi lockdown in Cina per la recrudescenza del Covid e l’incertezza legata all’impatto della guerra e alle sanzioni contro Mosca.
Dai verbali dell’ultima riunione della Fed è emersa l’intenzione della banca centrale a stelle e strisce di ridurre il proprio bilancio per oltre 1.000 miliardi di dollari all’anno, alzando al contempo i tassi di interesse.
Il presidente della Federal Reserve Bank of St. Louis, James Bullard, ha dichiarato la sua preferenza per un aumento del tasso di riferimento al 3%-3,25% nella seconda metà del 2022.
Charles Evans (Fed di Chicago) e il suo omologo di Atlanta, Raphael Bostic, hanno detto invece di essere favorevoli a un aumento dei tassi al livello neutrale, continuando a monitorare nel frattempo la performance dell’economia.
Intanto, prosegue la discesa dei Treasury, con gli investitori che monitorano attentamente l’irripidimento della curva dei rendimenti seguita alla pubblicazione delle minute. I tassi sul decennale e sul biennale americani salgono di sei punti base, rispettivamente al 2,72% e al 2,52%.
Sul Forex il biglietto verde estende il proprio rally nei confronti delle altre valute per il settimo giorno consecutivo, portandosi sui massimi da luglio 2020. Il cambio euro/dollaro arretra a 1,084 mentre il dollaro/yen balza a 124,6.
Tra le materie prime, infine, poco mosse le quotazioni del greggio con il Brent (-0,2%) a 100,4 dollari e il Wti (+0,1%) a 96 dollari, avviandosi a chiudere la seconda settimana consecutiva in calo dopo il rilascio di riserve strategiche da parte di diversi paesi.
Fonte MarketInsight



