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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mercati Usa – Lo S&P500 (+0,1%) chiude a 4.300 punti.

Wall Street mette a segno ieri un altro piccolo record, ma psicologicamente significativo con il raggiungimento di una nuova pietra miliare impensabile solo qualche mese prima. L’indice dei 500 titoli principali è infatti praticamente raddoppiato in quindici mesi, rispetto ai minimi della crisi pandemica del marzo 2020.

Continua la rotazione settoriale che consente ai quattro listini principali di alternarsi nella realizzazione di nuovi record, quasi quotidiani. Ieri è stato il turno del Dow Jones a primeggiare con un rialzo dello 0,6%, mentre il Russell 2000 ha tenuto (+0,1%) ed il Nasdaq ha ceduto lo 0,2%.

VIX in calo di un punto percentuale a 15,85 punti.

Sul fronte obbligazionario, rendimenti sulla scadenza decennale in calo di un punto base al 1,47%.

Tra le materie prime, il petrolio va avanti indietro per tutta la giornata, ma guadagna pochi decimi di punto percentuali restando al di sopra dei 73,5 dollari al barile.

Materie prime agricole che esplodono di nuovo al rialzo, in preda ad un’euforia speculativa ma anche ai rischi di una forte siccità nel sud-ovest del Paese. Frumento, mais e soia guadagnano rispettivamente il cinque, il sei e mezzo ed oltre il sette per cento.

Rimbalzano, dopo una decina di sedute, anche i due principali metalli preziosi – oro ed argento – entrambi di circa un punto percentuale, malgrado il rafforzamento del dollaro che si inerpica fino a 1,185 nei confronti della moneta unica.

Fonte MarketInsight

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