Partenza negativa a Wall Street in attesa della riunione della Federal Reserve. Ad eccezione del Dow Jones che guadagna qualche punto, gli altri indici cedono inizialmente il passo ed in particolare il Nasdaq che arretra anche di oltre un punto percentuale.
Tuttavia, a due ore dalla fine delle contrattazioni, in seguito al messaggio rassicurante della Banca Centrale la quale non prevede alcun rialzo dei tassi fino all’inizio del 2023, i listini virano di colpo in positivo.
Il bilancio della seduta registra un nuovo record storico del Dow Jones (+0,6%) che supera anche la soglia dei 33.000 punti. Più contenuti a cascata i guadagni degli altri indici con il Russell 2000 che avanza di mezzo punto percentuale, il Nasdaq dello 0,4%, con un recupero intraday di un punto e mezzo percentuale rispetto ai minimi, e lo S&P500 che sale dello 0,3% mettendo a segno un massimo assoluto ma non confermato in chiusura e rimandando ai giorni successivi l’attacco ai 4.000 punti.
VIX in calo di due punti percentuali a quota 19,6.
Tra i titoli principali avanzano Tesla (+3,7%), Amazon (+1,5%), Facebook (+1,7%) ed ancora Boeing (+3,3%). In lieve calo, invece, ma entro il punto percentuale di discesa, sia Microsoft che Apple.
Mercato obbligazionario in tensione, sia prima che dopo la comunicazione della Banca Centrale. Nelle ore precedenti il rendimento del Tbond sale fino al 1,68% per poi chiudere sulle rassicurazioni di Powell al 1,64%, comunque in rialzo di tre punti base.
L’esito del FOMC da benzina ai metalli preziosi con l’oro che sul finale sale a 1.750 dollari l’oncia (+1%) e l’argento che guadagna il doppio a $26,5. Seconda seduta brillante anche per il palladio (+3%) che si aggiunge al cinque per cento della giornata precedente. In denaro anche il rame (+1%), mentre il petrolio recupera la discesa iniziale, in virtù dell’aumento più elevato delle scorte settimanali domestiche negli ultimi quattro mesi, e chiude poco mosso (-0,3%) ma al di sotto dei 65 dollari al barile.
Il tono molto “dowish” (espansivo) della Federal Reserve indebolisce, invece, sensibilmente il biglietto verde che chiude a 1,198 nei confronti della moneta unica.
Fonte MarketInsight





